Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/72: Legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), (equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie) · 46 pagine

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fronte della domanda derivano in particolare da reazioni dell’offerta di lavoro in seguito alla variazione dell’onere fiscale. Una riduzione dell’imposta genera un effetto di reddito e un effetto di sostituzione. A seguito della riduzione d’imposta, le economie domestiche dispongono di un reddito superiore. Ciò può portare a una riduzione dell’attività lucrativa oppure a una maggior domanda di beni di consumo grazie al reddito più elevato risultante dalla diminuzione dell’imposta. L’effetto di sostituzione si ripercuote in maniera opposta: esso si riferisce al fatto che, grazie al maggior reddito dovuto alla riduzione d’imposta, la domanda di beni di consumo delle economie domestiche possa aumentare, cosicché il prezzo del consumo finanziato dal reddito da attività lucrativa si riduce in relazione al tempo libero e alla produzione domestica. In questo modo aumenta l’offerta di lavoro. Per quanto riguarda il coniuge che consegue il primo reddito, l’effetto di reddito e l’effetto di sostituzione tendono più o meno a neutralizzarsi, mentre nel caso del coniuge che consegue il secondo reddito, ovvero spesso la donna, prevale l’effetto di sostituzione.

Gli attuali e tuttora esistenti svantaggi fiscali concernono segnatamente i coniugi con redditi medi e alti che esercitano entrambi un’attività lucrativa. Questa situazione può trattenere i coniugi di persone contribuenti che lavorano a tempo pieno dall’esercitare un’attività lucrativa o dall’aumentare il loro impiego a tempo parziale, il quale spesso è già minimo. L’eliminazione dello svantaggio fiscale dei coniugi riduce quindi per molte persone interessate – che spesso hanno un buon livello di istruzione – l’effetto deterrente legato all’imposizione del reddito da attività lucrativa e quindi aumenta la probabilità che queste persone intraprendano un’attività lucrativa o aumentino il tasso di occupazione dell’esistente impiego professionale.

Nella misura in cui le persone che esercitano un’attività lucrativa beneficiano del calcolo alternativo dell’imposta, ogni franco di imposta di cui sono esonerati genera quindi un impulso positivo e relativamente mirato sulla crescita. Il calcolo alternativo dell’imposta va a beneficio dei coniugi con doppio reddito, che tendenzialmente dispongono di un’elevata elasticità in materia di offerta di lavoro, ossia gli attuali coniugi con doppio reddito il cui tasso di occupazione della persona che consegue il secondo reddito è esiguo nonché gli attuali coniugi con reddito unico, il cui coniuge che non esercita alcuna attività lucrativa intenderebbe intraprenderne una, ma ci rinuncia per motivi fiscali. Lo sgravio potrebbe quindi tendenzialmente comportare un ampliamento dell’offerta di lavoro.

Per contro, è naturale che il calcolo alternativo dell’imposta non abbia praticamente ripercussioni sull’attività lucrativa dei coniugi pensionati.

L’introduzione della deduzione per coniugi con reddito unico sgrava le coppie di coniugi che dispongono di un solo reddito. Per questo gruppo lo sgravio fiscale genera unicamente un effetto di reddito (puro effetto di trascinamento) e nessun effetto di sostituzione che promuove la crescita. L’effetto di reddito, generato dalla deduzione per coniugi con reddito unico, può persino comportare una diminuzione del volume dell’attività lucrativa se i coniugi con reddito unico o quelli con doppio reddito il cui secondo reddito è di poca entità riducono il volume dell’attività lucrativa oppure vanno in pensiono anticipata, poiché grazie al calcolo alternativo dell’imposta il loro futuro reddito risultante dalla previdenza per la vecchiaia sarà tassato in misura più moderata.