Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/72: Legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD), (equità dell'imposizione delle coppie e delle famiglie) · 46 pagine

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Gli impulsi di crescita possono avere effetti, perlomeno a breve termine, anche sul fronte della domanda. Lo sgravio fiscale crea le condizioni necessarie per l’aumento del consumo privato. Questo impulso viene tuttavia fortemente limitato dal controfinanziamento necessario a causa del freno all’indebitamento, poiché in caso di un controfinanziamento la domanda economica globale rimane ampiamente costante. Se il controfinanziamento è effettuato a livello di entrate, esso riduce nuovamente l’impulso sul consumo privato dovuto alla riforma; se il controfinanziamento si verifica invece a livello di uscite, l’aumento del consumo privato è controbilanciato da un calo delle uscite statali per beni di consumo o degli investimenti pubblici.

Nel complesso, è da presumere che l’impulso positivo del calcolo alternativo dell’imposta prevalga, cosicché, mediante l’ampliamento dell’attività lucrativa, sul fronte dell’offerta si possano attendere leggeri impulsi di crescita.

7 Possibilità di controfinanziamento

L’introduzione di un calcolo alternativo dell’imposta nonché di uno sgravio adeguato dei coniugi con reddito unico comporta per l’imposta federale diretta minori entrate di circa 1 miliardo di franchi all’anno. Per il bilancio della Confederazione, gli oneri effettivi sono tuttavia inferiori del 17 per cento poiché si riducono le quote dell’imposta federale diretta spettanti ai Cantoni (di conseguenza però anche i bilanci dei Cantoni sono gravati in maniera corrispondente). In conformità al freno all’indebitamento, minori entrate strutturali di tale ordine necessitano di un controfinanziamento, sempreché il bilancio della Confederazione non registri un’eccedenza strutturale. Se non viene stabilito nessun controfinanziamento sul versante delle entrate, le riduzioni a livello di uscite devono imperativamente garantire il controfinanziamento della riforma.

Nella prospettiva attuale, la Confederazione non dispone a medio termine del margine di manovra politico finanziario necessario per realizzare la riforma senza adottare misure di controfinanziamento: il Piano finanziario 2014–2016, approvato materialmente dal Consiglio federale nel mese di giugno 2012, dal profilo strutturale presenta un equilibrio precario. Inoltre non considera ancora possibili oneri supplementari né il desiderio esplicito del Parlamento di apportare sgravi strutturali al bilancio (mozione 11.3317). La Confederazione ‒ indipendentemente dalla riforma dell’imposizione dei coniugi e della famiglia – nei prossimi anni potrebbe quindi essere comunque obbligata a ridurre le uscite. Di conseguenza, un controfinanziamento della riforma dell’imposizione dei coniugi e della famiglia che si basa esclusivamente sulle uscite non è una soluzione praticabile, soprattutto perché tagli alle uscite di tale entità inciderebbero anche su settori di compiti di priorità politica come «Educazione e Ricerca», «Trasporti» o «Cooperazione allo sviluppo».

Il Consiglio federale ritiene pertanto che un controfinanziamento sul fronte delle uscite debba essere combinato con misure volte ad accrescere le entrate. A questo fine entrano in considerazione in particolare due varianti:

• aumento delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto: al fine di coprire

integralmente l’effettivo – ovvero tenendo conto delle quote cantonali – fabbisogno annuo di controfinanziamento di 830 milioni con maggiori entrate, sa-