Rapporto lungo

Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 46 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati

GE, CCIG e CGI criticano l’elevata diminuzione delle entrate fiscali nel caso di società attualmente soggette all’imposizione ordinaria. Nel caso di Ginevra esse ridurrebbero i margini di manovra per le riduzioni dell’imposta cantonale sull’utile.

BE ritiene che l’introduzione di questa misura sia in conflitto con il principio della parità di trattamento fiscale.

NE e VS sono del parere che la misura abbia un costo eccessivo.

In caso di introduzione della misura, GE chiede inoltre una contemporanea riduzione delle imposte sul capitale al fine di aumentare l’attrattiva della piazza per le attività di finanziamento, quanto meno per i mutui concessi all’interno di un gruppo, e l’introduzione del principio dell’agente pagatore (imposta preventiva).

BL, GR e SG reputano sensata come misura unicamente una migliore configurazione limitatamente alle società e alle funzioni di finanziamento.

TI, PLR-GE, la FGPF, la STSA e l’USM chiedono che, qualora la misura venga mantenuta, venga introdotta unicamente a livello cantonale e la sua applicazione venga resa facoltativa.

AI teme la creazione di incentivi negativi per l’economia, poiché la misura premierebbe la tesaurizzazione di capitale proprio invece dell’investimento in tecnologie d’avanguardia. In particolare, le imprese verrebbero incentivate a non distribuire più gli utili sotto forma di dividendi imponibili in futuro, bensì a mantenerli nel bilancio il più a lungo possibile come capitale a titolo di garanzia.

VS chiede che in caso di rinuncia all’introduzione dell’imposta sull’utile con deduzione degli interessi i mezzi previsti a questo scopo vengano utilizzati per la perequazione finanziaria verticale.

SO chiede che, qualora la misura venga portata avanti, sia tassativamente esclusa per le imprese la possibilità di far valere remunerazioni superiori a quella dei tassi d’interesse figurativi basati su determinate regole.

SO, GL, OW chiedono che, se la misura verrà effettivamente introdotta, vengano apportati cambiamenti al calcolo della quota dei fondi propri di base (ad esempio una quota dei fondi propri di base in caso di mutui all’interno del gruppo dell’85 per cento anziché del 15 per cento, l’inclusione dei mezzi liquidi necessari per l’esercizio nel calcolo o la descrizione della delimitazione tra attivi necessari e non necessari per l’esercizio).

L’UCS e Conférences des villes suisses sur les impôts non vedono alcun motivo di concedere uno sgravio eccessivo ai settori ad alta intensità di capitale.

L’UCS, Conférences des villes suisses sur les impôts, BDS, VBSS e Verein Schweizer

Steuerzahler osservano che un calcolo oggettivo dei fondi propri di base non è praticamente possibile, poiché nella determinazione del capitale necessario a lungo termine a un’impresa per il suo esercizio entrano in gioco criteri molto diversi e in parte anche soggettivi.

Conférences des villes suisses sur les impôts ritiene decisamente eccessivo il tasso d’interesse minimo del 2 per cento previsto.

L’USAM è del parere che gli effetti dinamici non siano stati sufficientemente analizzati e possano portare a una forte diminuzione delle entrate fiscali. Questa misura metterebbe inoltre a rischio l’intera riforma.

4.5 Adeguamenti in ambito di imposta sul capitale Sintesi

La stragrande maggioranza dei partecipanti alla consultazione che hanno preso posizione su questo punto5 è favorevole all’adeguamento dell’imposta sul capitale, che porta a una riduzione dell’imposizione fiscale per le imprese.

5 CDCF/CdC, 25 Cantoni (ZH, LU, UR, SZ, OW, NW, GL, ZG, FR, SO, BL, BS, SH, SG, AR, AI, GR, AG, TG, TI, VD, VS, NE, GE, JU), 7 partiti (PPD, PVL, I Verdi, PLR, UDC, JUDC, PLR-GE) e 45 associazioni/organizzazioni nonché altri partecipanti alla consultazione (economiesuisse, GEM, SAB,