Rapporto lungo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 46 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 24Fedlex · Rapporto sui risultati
La maggioranza dei partiti e delle associazioni/organizzazioni nonché degli altri partecipanti alla consultazione respinge gli adeguamenti relativi alla procedura d’imposizione parziale.18
Fautori:
Una minoranza dei Cantoni (AG, AR, BS, GL, GR, JU, SG, SH, SO, TG) e FER desiderano aumentare almeno all’80 per cento l’imposizione parziale proposta a fronte delle previste riduzioni dell’imposta sull’utile e dell’imposizione neutrale rispetto alla forma giuridica. SH chiede che l’aumento venga operato a condizione che venga eliminata la quota minima di partecipazione.
UR chiede di stabilire la base di calcolo minima al 50 per cento.
SZ propone che la determinazione della quota minima di calcolo venga affidata ai Cantoni, altrimenti i Cantoni che difficilmente possono operare riduzioni dell’imposta sull’utile perderebbero molta della loro attrattiva fiscale per via della quota di sgravio fissa e ridotta al 30 per cento.
Il prof. Oberson reputa attuabile questa misura se al contempo viene operata anche una riduzione delle aliquote dell’imposta sull’utile.
Contrari:
NW, OW, TI, ABPS, economiesuisse, SwissHoldings, l’ASEFID, up!schweiz e il Verein
Schweizer Steuerzahler respingono l’armonizzazione poiché ritengono che essa limiti l’autonomia finanziaria cantonale.
2 partiti (PBD, PLR) e 12 associazioni/organizzazioni nonché altri partecipanti alla consulta-
zione (ABPS, economiesuisse, SwissHoldings, Amcham, IHZ, Municipio di Losanna,
OREF, STSA, ASA, Città di Ginevra, Coop, SOHK) sono dell’avviso che questa misura non contribuisca a migliorare l’attrattiva della piazza.
Per UDC, JUDC, CP e Swiss Textiles sarebbe inaccettabile se in questo modo la RI imprese II – accettata dal Popolo – venisse in parte annullata.
Il PS, I Verdi, la Conférences des villes suisses sur les impôts, UCS, Travail.Suisse e il
VBSS chiedono un’abolizione completa della procedura d’imposizione parziale.
L’AGFU chiede l’introduzione di un test dell’onere preliminare e la limitazione dello sgravio a un massimo del 40 per cento a livello federale e cantonale.
Abolizione della quota minima di partecipazione
NW, ZG, SO, BS, BL, AR, AG e la VPAG motivano la loro resistenza all’abbandono della quota di partecipazione minima accennando all’onere di rilevamento aggiuntivo.
La CDCF/CdC ritengono che se si rinuncia all’abolizione della quota minima di partecipazione, l’armonizzazione della procedura d’imposizione parziale genererebbe maggiori entrate e sarebbe dunque utile al controfinanziamento.
L’ABPS, economiesuisse, SwissHoldings e la Camera fiduciaria reputano inopportuna
l’estensione all’azionariato diffuso con riferimento alla finanziabilità della riforma.
AG e BS sono del parere che con la rinuncia all’estensione all’azionariato diffuso sia possibile evitare anche effetti dinamici quali ad esempio il conferimento di azioni all’azionariato diffuso in una società di partecipazione personale e la rinuncia alla distribuzione di utili a scopo di elusione fiscale.
18 3 Cantoni (OW, NW, TI), 7 partiti (PBD, PLR, PVL, PS, I Verdi, UDC, JUDC) nonché 34 associazioni/organizzazioni e altre prese di posizione (CP, economiesuisse, SSIC, USC, UCS, USAM, Conferenza fiscale Svizzera, USF, ASEFID, SwissHoldings, ABPS, Amcham, CCIG, Coop, Gewerbeverband des Kantons Luzern, HKBB, CI CDS, IHZ, Municipio di Losanna, OREF, Schindler, scienceindustries, SOHK, STSA, ASA, Swiss Textiles, VBSS, Città di Ginevra, VPAG, ASG, VSUD, Wirtschaftskammer Baselland, ZHK, ZVDS)