Rapporto lungo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 46 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 28Fedlex · Rapporto sui risultati
5.2 Entità delle misure verticali di compensazione Sintesi
La maggioranza (70) dei partecipanti alla consultazione non esprime un parere specifico riguardo al volume delle misure verticali di compensazione. 41 pareri sono favorevoli a un aumento del volume. In concreto, gran parte di essi propone di aumentare la quota cantonale all’imposta federale diretta al 21,2 per cento. Sei partecipanti alla consultazione approvano (implicitamente) la dotazione.
Fautori
4 partecipanti alla consultazione interpellati ufficialmente (economiesuisse, ASEFID,
veb.ch, SwissHoldings) e altri 3 partecipanti non interpellati ufficialmente (SSIC, Amcham, Scienceindustries) caldeggiano il significativo contributo della Confederazione ai Cantoni oppure approvano esplicitamente l’ammontare del volume.
Contrari
Tutti i Cantoni (compresa CdC/CDCF), il PPD nonché cinque associazioni mantello nazionali e organizzazioni (ACS, USAM, CP, FER, Camera fiduciaria) come pure 11 pareri per-
venuti (Conferenza dei Cantoni donatori della NPC, Conférence des Gouvernements de la Suisse du Nord-Ouest, PLR-VD, CCIG, Cgi, SOHK, UAPG, USPI, VSEG, Municipio di
Losanna, Tardy) chiedono un maggiore sostegno finanziario da parte della Confederazione. In concreto, tutti i Cantoni auspicano che la quota cantonale all’imposta federale diretta sia aumentata almeno al 21,2 per cento. La quota più elevata deve essere sancita nella legge. Anche l’ACS, la Conferenza dei Cantoni donatori della NPC, il PLR-VD, VSEG e il Municipio di Losanna chiedono un aumento della quota cantonale a questo valore di riferimento. Il Cantone VS è del parere che dal (maggiore) aumento della quota cantonale debba scaturire un importo di compensazione di almeno 1,5 miliardi.
Altre osservazioni
Il PLR nonché SwissHoldings, Amcham e Scienceindustries auspicano che la quota cantonale all’imposta federale diretta sia eventualmente ancora aumentata. Per il PS il volume complessivo necessario resta ancora da definire.
L’avamprogetto prevede di introdurre le misure di compensazione gradualmente sull’arco di quattro anni. Lo scaglionamento è motivato dal previsto scioglimento delle riserve occulte, impedendo che l’imposizione ordinaria nel rispettivo Cantone esplichi pienamente i suoi effetti all’entrata in vigore delle disposizioni di legge. La stragrande maggioranza dei Cantoni, compresa la CdC/CDCF (in concreto: UR,
OW, NW, GL, ZG, FR, SO, BS, BL, AR, AI, SG, GR, TG, VD, GE), nonché ACS e
FER rifiutano l’aumento scaglionato nel tempo della quota cantonale all’imposta federale diretta. L’intero aumento deve avvenire al momento dell’entrata in vigore della RI imprese III. Questa richiesta è contenuta anche in altri tre pareri pervenuti
(PLR-VD, STSA, Città di Ginevra).
Nel caso dell’imposta federale diretta, l’onere delle imprese a titolo d’imposta
sull’utile può essere dedotto dalla base di calcolo. Le riduzioni cantonali
dell’imposta sull’utile comportano una diminuzione di questa deduzione, aumentando quindi la base di calcolo dell’imposta sull’utile a titolo d’imposta federale diretta. Ne conseguono aumenti delle entrate per la Confederazione. La maggioranza della CdC e dell’ACS chiede che questi maggiori introiti a titolo di entrate dell’imposta sull’utile della Confederazione, che derivano dalle riduzioni dell’imposta cantonale, siano temporaneamente restituiti ai Cantoni che hanno dovuto ridurre le aliquote dell’imposta sull’utile. Il Cantone BS esige che tali fondi siano utilizzati per compensare in maniera mirata l’aggravio sociodemografico.