Rapporto lungo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 46 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 31Fedlex · Rapporto sui risultati
L’ASEFID è del parere che l’entità della compensazione verticale debba essere limi-
tata e che dovrebbero beneficiarne esclusivamente i Cantoni colpiti dalla soppressione degli statuti fiscali cantonali.
La CVCI ritiene che una parte della compensazione verticale debba essere riserva-
ta per un periodo transitorio ai Cantoni considerati casi di rigore. A questi Cantoni dovrebbero essere inoltre assegnate le maggiori entrate dell’imposta sull’utile della Confederazione in seguito all’ampliamento della base di calcolo.
Il Municipio di Losanna è dell’opinione che i versamenti di compensazione della
Confederazione debbano essere assegnati alla collettività in funzione dei rispettivi aggravi.
c) Meccanismi alternativi di compensazione
11 Cantoni (BE, GL, FR, SO, BL, AR, GR, AG, TG, VS, JU) sono propensi a ripar-
tire l’importo complessivo per metà in base alla quota dei Cantoni al gettito
dell’imposta federale diretta e per metà pro capite in funzione della popolazione re-
sidente. 8 Cantoni (ZH, SZ, OW, NW, ZG, AI, VD, GE), la Conferenza dei Cantoni
donatori della NPC nonché il PLR-VD si oppongono invece esplicitamente a questa distribuzione pro capite.
L’UDC chiede che la compensazione verticale sia attuata esclusivamente attraverso
una riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile a titolo d’imposta federale diretta dall’8,5 per cento al 7,5 per cento. Anche up!Schweiz, Verein Schweizer Steuer-
zahler, la Città di Ginevra e il prof. Schaltegger et. al. sono favorevoli
all’attuazione di un meccanismo alternativo di compensazione per ridurre l’onere dell’imposta sull’utile a titolo d’imposta federale diretta. Economiesuisse esorta a verificare se in alcuni casi non possa essere prevista una riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile della Confederazione invece delle misure di compensazione finanziaria. Oltre all’aumento al 34 per cento della quota cantonale all’imposta federale diretta, la SOHK suggerisce una riduzione dell’imposta sull’utile a titolo
d’imposta federale diretta. A suo avviso è pure ipotizzabile l’introduzione a livello federale della soluzione del modello «licence box».
Un’esigua minoranza (UDC; alternativa, cfr. più sopra, CP, FER, PLR-Genève,
UAPG) preferisce orientare le misure verticali di compensazione esclusivamente alle persone giuridiche. Il Cantone AG è invece esplicitamente contrario.
L’USS chiede un potenziamento della perequazione dell’aggravio sociodemografico
invece dell’aumento della quota cantonale all’imposta federale diretta.
Travail.Suisse propone un’aliquota minima del 17 per cento per l’imposizione
dell’utile. A suo avviso, con questo onere fiscale risultano minori perdite a livello cantonale e la somma necessaria per la compensazione sarebbe quindi inferiore. La compensazione verticale potrebbe dunque essere limitata solo temporaneamente ed essere riservata ai Cantoni particolarmente colpiti dalla riforma.
L’USF auspicherebbe che le misure di compensazione fossero stabilite in base un
fattore fisso, ad esempio in base al numero di abitanti. In questo modo, i Cantoni potrebbero decidere autonomamente come utilizzare i fondi.
d) Varie
Il Cantone NE auspica la definizione di un limite per la quota delle persone giuridi-
che a titolo d’imposta federale diretta che sarà stabilito proporzionalmente alle entrate annuali dell’imposta sull’utile del rispettivo Cantone.
Per il PPD la durata e la distribuzione precisa delle misure verticali di compensazio-
ne devono riscuotere il consenso di tutti i Cantoni.