Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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• se la LRI imprese III determina oneri supplementari troppo elevati nel bilancio federale, il controfinanziamento deve prevedere anche elementi sostanziali sul versante delle entrate;
• le compensazioni sul fronte delle uscite non devono essere confuse con riforme strutturali fondamentali né essere effettuate trasferendo oneri ai Cantoni.
La durata della procedura legislativa ordinaria svizzera offre alla Confederazione e ai Cantoni la possibilità di affrontare per tempo la problematica del controfinanziamento. In tal modo si riduce la necessità di adottare vere e proprie misure di risparmio incisive in occasione dell’entrata in vigore della riforma.
1.1.6.3 Risultato della consultazione preliminare
Le misure di politica fiscale proposte dal gruppo incaricato dell’organizzazione del progetto fondamentalmente hanno ricevuto l’approvazione dei Cantoni. Tutti i Cantoni che hanno partecipato alla consultazione concordano in particolare sul fatto che a seguito dell’evoluzione internazionale la Svizzera debba sopprimere lo statuto fiscale cantonale per le società holding, le società di domicilio e le società miste. La maggioranza dei Cantoni ritiene anche che le misure di politica fiscale proposte siano idonee a consolidare l’attrattiva fiscale della Svizzera in un mutato contesto internazionale. Secondo la maggioranza dei Cantoni la soluzione del modello «licence box» va esaminata in maniera approfondita e introdotta in tempi brevi. Al riguardo occorre anche valutare l’introduzione di un licence box a livello federale. Alcuni Cantoni sono del parere che soltanto le riduzioni delle aliquote dell’imposta cantonale sull’utile costituiscano una misura efficace per conservare l’attrattiva della piazza. I Cantoni considerano lo scioglimento delle riserve occulte una misura altrettanto prioritaria. L’imposta sull’utile con deduzione degli interessi è stata valutata criticamente dai Cantoni. Le critiche si concentrano sul timore che tale misura generi effetti di trascinamento eccessivi e sull’incertezza del consenso a livello internazionale. La maggioranza dei Cantoni dubita pure dei vantaggi prodotti dagli adeguamenti in ambito di deduzione per partecipazioni. Gran parte dei Cantoni non considera prioritarie le altre misure di politica fiscale (abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio, adeguamenti dell’imposta preventiva, agevolazioni a livello di imposta sul capitale, imposta sulla stazza, imposizione forfettaria).
I Cantoni sostengono in linea di massima il fatto che la Confederazione istituisca a loro favore, mediante misure verticali di compensazione, il margine di manovra in ambito di politica finanziaria necessario alla riduzione dell’aliquota dell’imposta sull’utile. Per quanto riguarda la forma concreta della compensazione dalla consultazione emerge che la preferenza va a un adeguamento della ripartizione delle entrate tra Confederazione e Cantoni.
Tutti i Cantoni riconoscono la necessità di adeguare la perequazione finanziaria nazionale nel corso della riforma dell’imposizione delle imprese. Una maggioranza chiede tuttavia di esaminare altri modelli rispetto alla ponderazione in funzione dello sfruttamento fiscale relativo proposta nel rapporto.
Tutti i Cantoni che hanno presentato un parere sono d’accordo con i principi di controfinanziamento postulati nel rapporto. L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto è respinto dalla maggioranza dei Cantoni. Sempre la maggioranza dei