Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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Cantoni ritiene opportuno valutare l’introduzione di un’imposta sugli utili da capitale applicabile ai titoli.
1.2 Orientamento di base della riforma
1.2.1 Obiettivi della riforma
Gli sviluppi internazionali menzionati al numero 1.1.1, in particolare a livello di OCSE e G20, influiscono sulla situazione iniziale della LRI imprese III come segue:
• In ambito di imposizione delle imprese l’OCSE promuove lo sviluppo di standard internazionali nuovi o l’aggiornamento di quelli esistenti. Si può presumere che l’attuazione di determinati standard non sia a discrezione dei singoli Stati membri, bensì che l’OCSE, con l’ausilio del G20, ne imponga l’osservanza, analogamente agli standard in ambito di scambio di informazioni. Il margine di manovra del legislatore nazionale viene quindi limitato, non solo in Svizzera.
• Con l’avvio del progetto BEPS, l’OCSE ha assunto la direzione a livello internazionale. I criteri sviluppati dall’UE nell’ambito dell’imposizione delle imprese hanno pertanto perso momentaneamente importanza per uno Stato non membro come la Svizzera.
• Le relazioni bilaterali con gli Stati membri dell’UE continuano comunque a essere importanti per il nostro Paese, in particolare quelle con gli Stati limitrofi, ovvero Germania, Francia e Italia.
• In linea di massima il progetto BEPS intende ampliare la base di calcolo limitando i regimi fiscali intesi in senso ampio. Una simile evoluzione comporterebbe una maggiore rilevanza dell’aliquota generale dell’imposta sull’utile per la concorrenza internazionale tra piazze finanziarie rispetto ad oggi. Nel contempo viene creato un margine di manovra in ambito di politica finanziaria per gli Stati che intendono ridurre tale aliquota. Un’evoluzione di questo tipo in linea di principio è da considerare positiva per la piazza finanziaria svizzera, dato che il nostro Paese presenta già oggi aliquote d’imposta generalmente basse e occupa una buona posizione per quanto concerne la concorrenza in questo ambito. Tuttavia, i Cantoni con aliquote comparativamente elevate potrebbero essere sottoposti a una certa pressione.
• Per la piazza finanziaria svizzera sarebbero invece dannosi gli sforzi intesi a limitare la concorrenza tramite le aliquote d’imposta. La Svizzera dovrebbe evitare di incoraggiare questi sforzi mantenendo le aliquote d’imposta previste dalla legge a un livello analogo a quello delle piazze concorrenti rilevanti (ad es. 12,5 %) e facendo in modo che non scendano al di sotto di un simile benchmark.
• Al momento i risultati tecnici concreti del progetto BEPS sono ancora incerti e difficilmente prevedibili. Si presume che i risultati saranno pubblicati in varie fasi e che i risultati parziali potranno essere considerati solo nell’ambito del messaggio del Consiglio federale al Parlamento o nel corso dei dibattiti parlamentari.
• Anche dopo il raggiungimento dei traguardi preannunciati nel progetto BEPS entro la fine del 2015, i lavori dell’OCSE in ambito di imposizione