Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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lastro della politica di prevenzione della Confederazione; la modifica delle abitudini di consumo auspicata dall’aumento dell’imposta riduce pertanto le entrate supplementari realizzabili.
Per quanto riguarda le entrate fiscali quantitativamente inferiori (ad es. imposta sull’alcol, imposta sulla birra e imposta sugli autoveicoli), in termini di volume non hanno il potenziale necessario per attuare misure sostanziali sul fronte delle entrate. Oltre a ciò, nel quadro della consultazione sul FOSTRA, il Consiglio federale ha proposto pure una destinazione (in parte) vincolata delle entrate provenienti dall’imposta sugli autoveicoli (attualmente a disposizione del bilancio generale della Confederazione) a favore delle strade. Qualora la proposta fosse attuata, l’imposta sugli autoveicoli non potrebbe più essere utilizzata per il finanziamento del bilancio generale della Confederazione. In sintesi si può affermare che per diverse entrate fiscali sono previsti aumenti che però sono destinati al finanziamento di progetti specifici. Per quanto riguarda le rimanenti entrate fiscali, il Consiglio federale non intravede alcun margine di manovra per aumentarle.
1.3.5.2 Ampliamento della base di calcolo
Oltre agli aumenti di imposte, anche l’ampliamento della base di calcolo rappresenta una possibilità di generare ulteriori entrate fiscali. In questo caso un approccio logico consiste nel considerare le numerose agevolazioni fiscali nell’ambito delle entrate fiscali della Confederazione. Nel 2011 l’AFC ha elencato per la prima volta in uno studio in modo sistematico le agevolazioni fiscali concesse dalla Confederazione, stimando le conseguenti perdite di entrate, che si aggirano tra i 20 e i 24 miliardi di franchi (stato al 2012). Le principali agevolazioni fiscali si riscontrano nell’ambito dell’imposta federale diretta (8,7 mia.), dell’imposta sul valore aggiunto (8,1 mia.), delle tasse di bollo (4,4 mia.) e dell’imposta sugli oli minerali (1,4 mia.). Di fatto, le agevolazioni fiscali (tax expenditure) equivalgono a dei sussidi fiscali, che però sono poco trasparenti e perlopiù sfuggono al controllo della politica finanziaria. Inoltre creano falsi incentivi29 e generano un onere amministrativo supplementare. Di conseguenza, anche le agevolazioni fiscali sono state esaminate in vista di un possibile controfinanziamento sul fronte delle entrate. I risultati si possono riassumere come segue:
• nel caso di molte agevolazioni fiscali una soppressione o una riduzione non è politicamente realizzabile. Tra queste rientrano le deduzioni (finanziariamente molto significanti) per uscite relative alla previdenza per la vecchiaia (2° e 3° pilastro), ma anche la deduzione di contributi per l’assicurazione malattie o la deduzione per il versamento di contributi di utilità pubblica;
• è riconosciuto che le tasse di bollo e l’imposta federale diretta riscossa sugli utili di persone giuridiche esercitano un effetto inibitorio sulla crescita o sugli investimenti. Gli svantaggi economici compenserebbero ampiamente i vantaggi legati a un’eliminazione delle agevolazioni, ciò che a conti fatti si rivelerebbe controproducente anche per le finanze federali;
29 Cfr. ad es. Rapporto del Consiglio federale del 14 giugno 2013 concernente lo stralcio dal ruolo della mozione 06.3190 (Studer Heiner) dell’8maggio 2006, «Ecologizzazione del sistema fiscale e di sussidiamento».