Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/145: Revisione parziale dell'ordinanza del DEFR sull'ottenimento retroattivo del titolo di una scuola universitaria professionale · 26 pagine
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Indagine conoscitiva sulla revisione parziale dell’ordinanza del SEFR sull’ottenimento retroattivo del titolo di una scuola universitaria professionale
Süssbach AG critica il testo definendolo troppo restrittivo. Ostacolerebbe lo sviluppo delle carriere e discriminerebbe le cure infermieristiche rispetto ad altre professioni sanitarie.
APSI sostiene l’elevata qualità formativa dei corsi bachelor in cure infermieristiche, che trasmettono le basi scientifiche della professione. Per questo, approva i requisiti contenuti nell’avamprogetto, i quali permettono ai titolari dei vecchi diplomi che desiderano ottenere il titolo bachelor di soddisfare la necessità di maggiori conoscenze per portare avanti progetti e ricerche e per trasferire i relativi risultati nella prassi quotidiana.
In seguito a un appello lanciato da SBK sono pervenuti 1145 pareri da parte di privati (membri SBK) che giudicano l’avamprogetto discriminante e troppo restrittivo.
Pareri sui singoli articoli
Art. 1 cpv. 3
Cantoni
CDS chiede di introdurre la seguente lettera e: «Analogamente alle altre professioni sanitarie SUP e
bis
agli altri campi, per i titolari di un diploma di cui al capoverso 3 lettera a numero 1 valgono le
seguenti condizioni per l’ottenimento retroattivo di un titolo SUP: poter comprovare una pratica
professionale nel campo della sanità di almeno cinque anni con un grado di occupazione medio dell’80 per cento e la conclusione di un corso postdiploma di livello universitario nel campo della sanità che comprende almeno 200 lezioni oppure 20 punti di credito ECTS o un altro perfezionamento equivalente».
VD lamenta l’assenza di numerose formazioni postdiploma, spesso consecutive, che comprendono oltre 900 ore di studio. Ad esempio, le formazioni PRIGG in «géronto-gériatrie» e quelle PRISC in «santé communautaire», che erano riconosciute dalla CRS. Mancano anche le formazioni biennali in cure intense, cure anestesia e cure urgenti. Secondo VD in Svizzera romanda ci sono numerosi titoli e diplomi la cui durata degli studi supera quella degli «spécialistes cliniques» WE’G e ESEI.
Analogamente alle disposizioni in materia di ORT delle altre professioni sanitarie dovrebbero essere inclusi anche i perfezionamenti nel campo dell’educazione e del management.
VD propone 4 diverse figure professionali da includere nell’ordinanza:
1. infermieri che hanno conseguito un diploma CRS in una scuola che è stata convertita in SUP con un perfezionamento di 200 ore oppure 10 punti di credito ECTS più due anni di pratica professionale nel campo della sanità o in ambiti affini;
2. infermieri che hanno conseguito un diploma CRS in una scuola che non è stata convertita in SUP con un diploma di «infirmier clinicien-ne niveau I», un corso postdiploma SUP nel campo della sanità o in ambiti affini o un altro perfezionamento che comprende 200 ore oppure 10 punti di credito ECTS più due anni di pratica professionale nel campo della sanità o in ambiti affini;
3. infermieri che hanno conseguito un diploma CRS in una scuola che non è stata convertita in SUP con un diploma di «infirmier clinicien-ne niveau II» o di «spécialiste clinique» più due anni di pratica professionale nel campo della sanità o in ambiti affini;
4. infermieri che hanno conseguito un diploma CRS in una scuola che non è stata convertita in SUP con un corso postidiploma SUP o un altro perfezionamento equivalente che comprende 400 ore oppure 20 punti di credito ECTS più due anni di pratica professionale nel campo della sanità o in ambiti affini.
Cerchie interessate
CURAVIVA si chiede cosa si intende esattamente con il termine «infermiere/a diplomato/a».
Non dovrebbe trattarsi degli infermieri diplomati di livello 1.