Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine
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2.4.1.1 Prestazioni mirate per i superstiti
• Le prestazioni per superstiti sono previste solo per le persone con compiti educativi.
• La rendita vedovile passa dall’attuale 80 al 60 % della rendita di vecchiaia; in compenso, la rendita per orfani aumenta dal 40 al 50 % della rendita di vecchiaia.
• Le rendite in corso non sono interessate dalla nuova regolamentazione.
• Nelle altre assicurazioni sociali non vi è alcun cambiamento.
Oggigiorno, gran parte delle donne e madri sposate contribuisce con il suo reddito, insieme al marito, al sostentamento della famiglia. È dunque sempre più raro che, in assenza di compiti educativi, vi sia una dipendenza economica totale di uno dei coniugi nei confronti dell’altro. Per di più, una volta terminato il periodo dell’educazione dei figli, si riscontra tendenzialmente anche un’evoluzione del tasso d’attività dei genitori, quantunque tale evoluzione possa essere ostacolata da difficoltà legate all’età. Il cambiamento che si constata nella ripartizione dei ruoli si rispecchia anche nelle situazioni di vedovanza. L’aumento del numero di donne che lavorano e la mutata divisione dei ruoli all’interno della famiglia e nel mondo del lavoro richiedono una copertura più mirata del rischio di decesso.
Come emerso da un lavoro di ricerca sulla situazione economica delle persone vedove,73 la perdita del coniuge non provoca necessariamente a un deterioramento della situazione economica, grazie alle rendite per superstiti ma anche al tasso di attività in crescita costante delle donne. Se nel 1991 la partecipazione delle donne tra i 15 e i 64 anni alla vita attiva era vicina al 68 %, oggi le donne che lavorano rappresentano il 77 %, il 60 % delle quali a tempo parziale (quasi la metà con un grado di occupazione inferiore al 50 %). Le madri con figli fino ai 25 anni presentano un tasso di attività dello stesso ordine di grandezza. A titolo di paragone, gli uomini che lavorano sono circa l’89 %, di cui circa l’87 % lavora a tempo pieno. Il tasso di attività dei padri è leggermente più elevato e si avvicina al 96 %.
Dall’analisi dei redditi (redditi del primo, secondo e terzo pilastro, redditi dell’attività lucrativa e della sostanza) effettuata nell’ambito della citata ricerca è risultato che al giorno d’oggi la vedovanza è un evento ben coperto dal punto di vista assicurativo, contrariamente ad altre cause di scioglimento del matrimonio (divorzio, separazione), che possono avere un impatto decisamente più negativo sulla situazione finanziaria. La ricerca ha anche permesso di constatare che il reddito da attività lucrativa rappresenta una componente importante del reddito delle persone vedove, soprattutto per chi non ha figli da accudire. In futuro la rendita vedovile dovrà dunque essere incentrata non tanto sullo stato civile di «vedova» o «vedovo» quanto sulle limitazioni delle possibilità di conseguimento di un reddito legate ai compiti familiari.
73 In adempimento del postulato 08. 3235, è stato realizzato uno studio su larga scala, fondato sui dati fiscali di 9 Cantoni per il 2006 (allineati con i dati del registro delle rendite AVS/AI), sulla situazione economica delle persone vedove. Cfr. Philippe Wanner e Sarah Fall, La situation économique des veuves et de veufs, Ginevra 2011 (disponibile in francese).