Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 33Fedlex · Rapporto sui risultati
Associazioni mantello delle Città e dei Comuni
Le associazioni mantello delle Città e dei Comuni accolgono favorevolmente la riduzione progressiva proposta, a condizione che non determini riduzioni delle rendite.
Associazioni mantello dell’economia
USI/economiesuisse, USC, ASB e SIC Svizzera sono d'accordo con la proposta. Per SIC Svizzera l'accettazione dell'adeguamento è subordinato all'adempimento di determinate condizioni: occorre compensare le riduzioni delle prestazioni, creare basi statistiche chiare e la trasparenza necessaria, diminuire le spese amministrative e prevedere appositi disciplinamenti per la partecipazione alle eccedenze (legal quote). Anche l'USAM considera indispensabile la riduzione dell'aliquota minima di conversione, ma chiede un'attuazione più rapida nonché la depoliticizzazione dell'aliquota e la sua fissazione a livello di ordinanza.
Travail.Suisse e USS respingono l'adeguamento proposto. Travail.Suisse suggerisce di verificare se possa bastare una riduzione al 6,4 per cento. L'USS rileva che la fissazione dell'aliquota minima di conversione non deve solo basarsi su parametri attuali, ma deve anche consentire di raggiungere l'obiettivo costituzionale, ovvero che la rendita della previdenza professionale – insieme con quella dell'AVS – consenta di mantenere adeguatamente il tenore di vita abituale nella vecchiaia. Le due associazioni summenzionate sottolineano inoltre la necessità che l'aliquota minima di conversione sia fissata chiaramente nella legge.
Organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti
La maggior parte dei partecipanti di questa categoria che si sono espressi sull'adeguamento dell'aliquota minima di conversione vi è per principio favorevole
DOK, PI, FSC, Retina Suisse e ASP evidenziano tuttavia la necessità che la riduzione avvenga in modo socialmente sostenibile, garantendo in particolare il diritto alle prestazioni delle categorie di persone più vulnerabili (p. es. i salariati con redditi modesti, quelli con carriere lavorative non continuative, le persone impiegate a tempo parziale e i beneficiari di rendite AI). Va inoltre mantenuto l'obiettivo costituzionale della copertura del fabbisogno vitale mediante le prestazioni del 1° e del 2° pilastro, senza un riversamento sulle PC. Gli Employés Suisse considerano la riduzione proposta come quella massima accettabile e si opporrebbero a ogni riduzione supplementare. CSA e LCH approverebbero una riduzione moderata dal 6,8 al 6,4 per cento.
FARES, AVIVO, Procap, AGILE, KAB, SSP/VPOD e FSR si dichiarano contrari alla riduzione dell'aliquota minima di conversione. AGILE rileva che le prospettive d'investimento nel lungo periodo delle casse pensioni sono molto migliori di quelle previste dal Consiglio federale. Questo dimostra che negli ultimi anni la maggior parte delle casse pensioni ha potuto rimediare alle proprie situazioni di copertura insufficiente. La KAB sottolinea l'inadeguatezza delle misure proposte per compensare la riduzione dell'aliquota minima di conversione. A suo avviso, inoltre, occorre tutelare in primo luogo i redditi più esigui; a tal fine, bisogna pensare ad altre soluzioni più flessibili e valutare la possibilità di esulare dall'aliquota minima di conversione. Per il SSP/VPOD le misure compensative sono insufficienti.
Secondo FARES, Procap e SSP/VPOD, inoltre, è importante che l'aliquota minima di conversione resti disciplinata nella legge.
Istituti di previdenza, compagnie d’assicurazione, associazioni professionali e organismi d’applicazione
La maggioranza dei partecipanti alla consultazione di questa categoria è favorevole all'adeguamento dell'aliquota minima di conversione.