Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 37Fedlex · Rapporto sui risultati

come misura compensativa per la riduzione dell'aliquota minima di conversione, in quanto richiede tempi troppo lunghi e rappresenta un onere eccessivo per i salariati.

USI/economiesuisse, USC e l'USAM si dichiarano contrari al progetto. USI ed economiesuisse non solo temono che la soluzione considerata comporti una sovracompensazione, troppo cara soprattutto per le persone con redditi modesti e per i datori di lavoro, ma ritengono anche che la misura genererebbe costi sproporzionati in generale. Considerata la situazione attuale, non possono quindi sostenere il progetto. A maggior ragione, a loro avviso il Consiglio federale dovrebbe non solo porre basi migliori per la questione, ma anche vagliare varianti meno incisive, in particolare l'allineamento dell'importo della deduzione di coordinamento con quello della soglia d'entrata, che costituisce una priorità per l'economia. L'USC respinge esplicitamente la misura proposta, ritenendo che comporterebbe un onere supplementare inesigibile per le persone con redditi modesti e non sarebbe pertanto una misura adatta per migliorare la previdenza per la vecchiaia di questa categoria. L'USAM condivide questo parere, in quanto gli adeguamenti proposti in materia di deduzione di coordinamento determinerebbero oneri salariali accessori nettamente più elevati per gli assicurati con redditi medio-bassi, il che va chiaramente respinto.

Organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti

Quasi tutti i 29 partecipanti di questa categoria che si sono espressi sulla misura in esame vi sono favorevoli. Molte organizzazioni femminili (alliance F, SKF, CFQF, ADD, Giuriste

Svizzera, WyberNet, Frauenzentrale Zürich e GrossmütterRevolution) approvano la

ridefinizione della deduzione di coordinamento, che contribuirebbe ad aumentare il salario assicurato e a migliorare la previdenza professionale delle persone impiegate a tempo parziale, ovvero prevalentemente donne. Alcuni partecipanti (alliance F, CFQF e ASI) sottolineano tuttavia la mancanza della necessaria trasparenza nell'illustrazione delle ripercussioni della misura e chiedono che si dichiari apertamente che i miglioramenti delle rendite sarebbero marginali nel caso delle persone con redditi modesti.

L'ASA/SVS non è d'accordo con una deduzione di coordinamento espressa in termini percentuali, ritenendo che debba trattarsi di un importo fisso. In alternativa, propone di diminuire la deduzione di coordinamento applicata attualmente al valore della soglia d'entrata. Anche l'USDCR respinge la misura in esame, ritenendo che comporterebbe un onere supplementare inesigibile per le persone con redditi modesti e non sarebbe pertanto una misura adatta per migliorare la previdenza per la vecchiaia di questa categoria, dato che il miglioramento prodotto sarebbe marginale. Anche WIDE si esprime in termini scettici: dai calcoli dell'USS è emerso che la diminuzione della deduzione di coordinamento comporterebbe un onere molto elevato per le persone con redditi già troppo modesti; WIDE ritiene pertanto prioritario ampliare l'AVS per coloro che si situano nelle fasce salariali basse.

Istituti di previdenza, compagnie d’assicurazione, associazioni professionali e organismi d’applicazione ASIP, BVK, GIP, Groupe Mutuel, IZS, PK-Netz, Publica, VESKA e VVP approvano la

misura nella forma presentata. L'ASIP fa tuttavia notare che per gli assicurati sarebbe meglio prevedere nella legge una rinuncia alla deduzione di coordinamento, prelevando però in contropartita solo il 75 per cento degli accrediti di vecchiaia proposti dal salario soggetto all'AVS se quest'ultimo eccede la soglia d'entrata.

ARPIP, la cassa pensioni ALVOSO LLB e la cassa pensioni del Cantone di Svitto

auspicano che la deduzione di coordinamento venga soppressa; la cassa pensioni del Cantone di Svitto (come l'ASIP) propone al contempo di prelevare solo il 75 per cento degli accrediti di vecchiaia proposti. La CSEP auspica che sia mantenuta una deduzione di coordinamento d’importo fisso, pari ai6/8 del nuovo importo massimo della rendita di vecchiaia AVS, anche se con questa soluzione le persone che svolgono più impieghi non avrebbero lo stesso salario assicurato rispetto al caso in cui realizzassero l'intero guadagno