Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
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oppone al previsto disimpegno per analoghi motivi. Per salvaguardare il proprio margine di manovra e superare l’inciampo demografico, la Confederazione dovrebbe prima di tutto rinunciare a ulteriori sgravi fiscali. SIC Svizzera chiede al Consiglio federale di dimenticare la separazione parziale e di cercare mezzi e strade per garantire la propria partecipazione nell’ambito del sistema attuale e senza violare gli imperativi del freno all’indebitamento. L’USC è favorevole al mantenimento del regime attuale.
Organizzazioni di assicurati – beneficiari di prestazioni – indipendenti
Delle 24 organizzazioni che si sono pronunciate, 23 respingono fermamente la misura proposta. Secondo la COFF, se si esaminasse approfonditamente e si presentasse più accuratamente questo nuovo modello di finanziamento, si capirebbe che il previsto disimpegno della Confederazione non graverebbe ulteriormente sulle economie domestiche. Tanto le organizzazioni femminili ADD, alliance F, USDCR e CFQF, quanto le
organizzazioni SSP/VPOD, ASI, Angestellte Schweiz, LCH e FARES temono una
destabilizzazione dell’AVS e vedono compromessa la salvaguardia del livello di prestazioni. Le organizzazioni di pensionati CSA e AVIVO chiedono che i proventi di un percento IVA supplementare venga destinato direttamente e integralmente al Fondo di compensazione AVS. CSA e ASA/SVS considerano importante che la partecipazione della Confederazione venga mantenuta nella misura attuale. Non riescono a concepire come si possa da un lato giustificare le necessità di riforma con un incombente disavanzo e dall’altro proporre una riduzione del contributo della Confederazione. DOK e altre organizzazioni di aiuto ai disabili
(ASP, Retina Suisse, FSC, UCBC, PI, AGILE, Procap, PMS) osservano che l’auspicato
risanamento delle finanze federali non deve avvenire a spese dell’AVS; questa proposta rischierebbe di far naufragare l’intera riforma. Del resto, le suddette organizzazioni si schierano chiaramente anche contro un successivo trasferimento di parte del contributo della Confederazione dall’AI all’AVS. Consiglio federale e Parlamento dovrebbero dapprima preoccuparsi di definire una politica nazionale coerente sulla questione dei disabili inglobandovi anche il problema dell’AI, che sarebbe ben lungi dall’essere risanata. WIDE si preoccupa dell’aumento dell’onere per Cantoni e Comuni e, come Pro Senectute e FSR, respinge fermamente la misura proposta.
Istituti di previdenza e d’assicurazione, associazioni professionali e organi esecutivi
4 organizzazioni si pronunciano su questo punto. ARPIP, PK-Netz e USF si dichiarano contrari alla misura proposta. PK-Netz si oppone alla prevista ridefinizione, poiché la parziale separazione del contributo della Confederazione porrebbe l’AVS in difficoltà finanziarie. USF teme che si creino maggiori incertezze. L’ASA/SVV esprime un’approvazione condizionale. Da un punto di vista macroeconomico sostiene le riflessioni su una ridefinizione del contributo della Confederazione ma non le considera prioritarie nel quadro dell’attuale riforma.
Altri partecipanti
Le organizzazioni che si pronunciano su questo punto sono 17. Tutte respingono la misura proposta. FER deplora l’aumento dei costi a carico dei Cantoni. Suisseculture vede compromessa la possibilità di salvaguardare il livello delle prestazioni. La Conferenza di Ebenrain e transfair ritengono che, considerato il contemporaneo aumento dell’IVA, il disimpegno previsto non possa essere digerito dai lavoratori (specialmente per i bassi salari). Per risparmiare, la Confederazione dovrebbe piuttosto rinunciare a concedere ulteriori sgravi fiscali. Hotelleriesuisse propende a medio termine (riallacciandosi al parere dell’USI) per una totale separazione. GastroSuisse pensa che sia necessario agire limitando le uscite. Scarpasvizzera e altri otto membri dell’USAM (PCS, UPSC,