Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/59: Modifica dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (incl. Direttive tecniche sulle zone edificabili e Integrazione della Guida alla pianificazione direttrice) · 51 pagine
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COPC). L’obbligo di fornire numerose informazioni denota una volontà di centralizzazione e di controllo da parte della Confederazione; ciò non è compatibile con una legislazione che per sua natura deve limitarsi a definire i principi (NE).
Non si è tenuto conto della densificazione centripeta degli insediamenti, che è tuttavia un aspetto fondamentale (PBD). Per garantire una qualità abitativa adeguata, è necessario integrare la revisione con linee guida (PSS). Densificare gli insediamenti comporta un aumento dei lavori di scavo e, di conseguenza, saranno possibili nuovi ritrovamenti archeologici. Per i Cantoni ne deriverebbero costi aggiuntivi, ai quali la Confederazione deve partecipare a titolo sussidiario (Archeologia Svizzera). In caso contrario, vanno finanziati con gli introiti legati alla compensazione per i vantaggi derivanti dalla pianificazione (NIKE).
La prevista dilatazione delle procedure di rendiconto e di notifica non deve prolungare i termini di disbrigo e di opposizione (HEV).
2.3 Reazioni generali alla delimitazione delle zone edificabili
Il metodo prescelto è adeguato (UCS; RZU, ZPG, ZPZ) o fondamentalmente condivisibile (PES; HVCH-HD, Pro Natura, FP, ATA, WWF). Complessivamente si tratta di una proposta equilibrata e che tiene conto della struttura federale dello Stato; tuttavia è necessario apportare alcune modifiche e alcune correzioni (ASPAN). Il principio secondo cui è necessario accertare e definire l’estensione complessiva massima delle zone edificabili a livello cantonale è accolto (PEV, PES, PSS; SAB; HVCH-HD, Pro Natura, FP, SLB, ATA, WWF); lo stesso vale per la distribuzione delle zone edificabili all’interno dei Cantoni in base a una strategia cantonale di sviluppo territoriale (PEV, PES, PSS; HVCH-HD, Pro Natura, FP, ATA, WWF).
È comprensibile che la Confederazione abbia bisogno di una base per valutare la grandezza delle zone edificabili nei Cantoni (AI, BL, JU, NW, SG, TG, ZG; Delémont, COPC). L’idea che sottende al metodo di calcolo, vale a dire utilizzare dati federali affidabili e disponibili per l’intero Paese, è corretta (PBD; RZU, ZPG, ZPZ). Questi dati, tuttavia, non sono adeguati agli scopi di un’opportuna incentivazione dello sviluppo territoriale attraverso strumenti pianificatori (PBD, RKOO). Se questo metodo fosse applicato, sarà impossibile porre un freno all’indirizzo indesiderato che l’evoluzione del territorio ha assunto in passato, contraddicendo in questo modo apertamente la volontà espressa dal popolo (PBD, PSS). Il metodo proposto può unicamente servire da base per discutere con i Cantoni (AI, BL, JU, NW, SG, TG, ZG; Delémont, COPC). Dal punto di vista della pianificazione territoriale è incomprensibile che il metodo di calcolo si basi sulla tipologia dei Comuni pubblicata dall’Ufficio federale di statistica (UFS) e non sul Progetto territoriale Svizzera (FSU Mitelland, RKOO). In questo modo, le regioni dove la popolazione è cresciuta fortemente a causa di zone edificabili sovradimensionate e dunque della disponibilità di terreno edificabile a prezzi convenienti sono destinate a subire una forte crescita demografica anche in futuro (NwBR, RKBM).
Anche nell’ambito dello sviluppo degli insediamenti occorre considerare che i Comuni e le regioni sono chiamati ad affrontare sfide molto diverse e, quindi, riservare loro la possibilità di risolvere opportunamente i problemi a loro peculiari (ACS, NwBR, RKBM). L’OPT deve stabilire in maniera più chiara che il dimensionamento e la distribuzione delle zone edificabili all’interno dei Cantoni devono avvenire in base ai principi definiti nell’ambito delle strategie cantonali di sviluppo territoriale, cui deve essere data la precedenza (RZU, ZPG, ZPZ).
La crescita deve essere assolutamente combinata con uno sfruttamento più efficace
dello spazio. È tutt’altro che certo che l’avamprogetto in esame permetta di stabilizzare la
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superficie abitativa a una media di 400 m pro capite, secondo quanto auspicato dal Consiglio federale (PES, pvl, PSS; HVCH-HD, Pro Natura, FP, ATA, WWF). Il metodo proposto contempla zone edificabili troppo ampie. Dovrebbe essere considerata l’opportunità di introdurre un limite massimo per l’estensione complessiva degli insediamenti anche a livello nazionale (HVCH-HD, Pro Natura, FP, ATA, WWF).
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