Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/59: Modifica dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (incl. Direttive tecniche sulle zone edificabili e Integrazione della Guida alla pianificazione direttrice) · 51 pagine
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Per mezzo di una semplificazione radicale del diritto edilizio, l’abrogazione di prescrizioni troppo complicate e un’accelerazione delle procedure più laboriose, sarebbe possibile tenere conto delle esigenze principali della popolazione in questo ambito (UDC). È importante che lo sviluppo centripeto degli insediamenti sia incentivato soprattutto negli spazi urbani (Fenaco, ACS, SAB, SLB). In particolare è urgente sfruttare le riserve di densificazione ancora disponibili e le aree dismesse nelle zone riservate all’industria e all’artigianato (ACS, SAB, SLB). Il modello di calcolo per le zone edificabili dà un falso segnale ai Cantoni. Sulla sua base soltanto quattro Cantoni sarebbero tenuti a ridurre l’estensione delle loro zone edificabili. Ancora più significativo in questo senso è il fatto che più della metà dei Cantoni, pure presentando uno sfruttamento del territorio superiore al 100 %, sia incoraggiata a estendere le proprie zone edificabili. Nella maggior parte dei Cantoni esistono, tuttavia, notevoli riserve non ancora utilizzate che potrebbero coprire la domanda per l’orizzonte pianificatorio più immediato, a condizione di riservare una particolare attenzione al loro sfruttamento. Queste analisi non tengono minimamente conto delle riserve di superfici di piano già esistenti. Applicare con coerenza l’ordinanza e gli strumenti previsti è molto importante per favorire lo sviluppo centripeto degli insediamenti (IRL). L’opportunità di estendere le costruzioni nella terza dimensione deve finalmente essere presa in seria considerazione. Occorre, inoltre, individuare in maniera sistematica, e quando necessario adeguare, le prescrizioni che ostacolano la densificazione centripeta degli insediamenti in ambito urbano (ACS, SAB, SLB). Non vanno però dimenticati quei Comuni caratterizzati da una struttura ancora fortemente rurale che, dalla loro posizione in parte periferica, si vedono costretti a lottare contro una popolazione in costante calo e sono confrontati a vuoti dentro e fuori le zone edificabili (ACS). In questi casi, la delimitazione di nuove zone edificabili non deve reagire a una crescita della popolazione, ma promuovere attivamente l’insediamento di nuove aziende e di nuovi abitanti (ACS, SAB, SLB). Lo sviluppo del territorio rurale risulta ostacolato sia dal punto di vista del calcolo dello sviluppo demografico sia dal punto di vista dell’insufficiente urbanizzazione. Si acuisce così il divario tra città e campagna e si aggravano i problemi legati alla pianificazione del territorio, nella misura in cui questo squilibrio è accompagnato da un incremento del pendolarismo con il conseguente e sensibile aumento di traffico (Fenaco).
Una valutazione di dettaglio della situazione allo scopo di individuare potenzialità da sfruttare non può essere effettuata sulla base di un’analisi statistica generale (Costruzione Svizzera, FSU, IGS, SIA, Città di Zurigo, UCV). Le statistiche e le prognosi possono essere utilizzate al massimo per rendere plausibili valutazioni e proiezioni (IGS). Affermazioni di natura tecnica e matematica non devono prevalere rispetto alla considerazione dell’interesse generale (SG). Il metodo di calcolo applicato per stabilire la grandezza massima della zona edificabile è respinto (BE; PBD), poiché creerebbe strozzature in località ampiamente urbanizzate (BE, JU; Delémont). Il numero di ipotesi sulle quali si fonda il metodo, senza che vengano mai sottoposte a verifica, fa dubitare del valore scientifico del sistema; vi è il pericolo di cadere nell’arbitrario (NE, SZ).
Il fabbisogno di superfici abitative aumenta a causa dei cambiamenti demografici, delle tendenze sociali e del crescente benessere, e di ciò non si tiene sufficientemente conto (SG; UDC; ACS; usam). Per dare il necessario equilibrio al mercato fondiario è necessario garantire un’offerta sufficiente (SG; ACS). La riduzione delle zone edificabili rischia di provocare un aumento massiccio dei prezzi immobiliari, facendo esplodere i costi legati all’attività economica e all’abitazione (SVIT).
Il disciplinamento proposto finisce per premiare i Cantoni che finora, soprattutto a causa di una gestione delle zone edificabili generosa e non veramente pianificata, hanno visto la loro popolazione aumentare considerevolmente (BE; PBD; ACS). I Cantoni le cui zone edificabili presentano già ora una densità superiore alla mediana devono poter mantenere i propri valori attuali, mentre i Cantoni le cui zone edificabili presentano invece una densità inferiore, avranno a disposizione tre periodi di pianificazione – vale a dire 45 anni – per raggiungere il valore di densità mediano (BE; PBD; ACS).
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