Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine

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tenendo conto delle possibilità tecniche. Il PVL rifiuta tuttavia un’eventuale adesione a un’alleanza militare o difensiva, come per esempio la NATO.

Per il PS l’esercito è uno dei tanti attori della politica di sicurezza. Il PS ritiene che, di principio, i tre compiti dell’esercito illustrati nel rapporto concernente l’USEs possano senz’altro essere approvati e condivide sostanzialmente anche le spiegazioni fornite in merito a tali compiti nel capitolo 2 del rapporto. Osserva tuttavia l’assenza di riferimenti all’importanza attribuita a ciascuno di questi tre compiti. Il PS approva l’intenzione del Consiglio federale di ridimensionare l’importanza del compito di difesa e chiede che tale intento venga formulato in maniera ancora più esplicita e, soprattutto, attuato con coerenza. Il PS si oppone fortemente all’impiego dell’esercito contro la propria popolazione. Oggi il cosiddetto «servizio d’ordine» può essere ordinato dall’Assemblea federale soltanto come servizio attivo, ma il considerevole ampliamento del servizio d’appoggio a favore delle autorità civili, proposto nel rapporto concernente l’USEs ai fini dell’adempimento dei compiti di sicurezza, rischia di abbassare l’elevata soglia prevista per simili impieghi. Ciò non è accettabile per il PS, che chiede di ribadire e concretizzare la volontà, espressa dal Consiglio federale nel RAPOLSIC e nel Rapporto sull’esercito 2010, di incrementare sensibilmente la capacità dell’esercito di svolgere impieghi di promovimento della pace all’estero.

Secondo l’AWM, i tre compiti sono indiscutibili e la difesa è, e rimane, il compito fondamentale dell’esercito. L’AWM ritiene che un eventuale attacco ibrido (combinazione di aggressori militari e civili) rappresenti la minaccia più pericolosa. Le minacce al di sotto della soglia bellica con gravi ripercussioni sull’infrastruttura e sulla popolazione sono invece, a suo avviso, quelle più probabili.

Per CH manca la volontà di concretizzare l’intenzione di impiegare 1000 militari all’estero (per l’aiuto umanitario e il promovimento della pace). CH ritiene che, nell’ambito dell’USEs, debbano essere presentati concetti più vincolanti per raggiungere questo obiettivo e che occorra promuovere l’impiego all’estero, su base volontaria, di militari in ferma continuata. Ciò implica, in generale, la possibilità di computare gli impieghi all’estero nei corsi di ripetizione obbligatori.

Per PL la difesa è, e rimane, il compito fondamentale dell’esercito. PL ritiene che un eventuale attacco ibrido (combinazione di aggressori militari e civili) rappresenti la minaccia più pericolosa. Le minacce al di sotto della soglia bellica con gravi ripercussioni sull’infrastruttura e sulla popolazione sono invece, a suo avviso, quelle più probabili.

PM ritiene che la riduzione delle capacità necessarie, che vengono limitate alla competenza di formazioni di combattimento addirittura sprovviste di un equipaggiamento completo, non consenta di soddisfare i requisiti contemplati nel rapporto esplicativo, secondo cui l’esercito rappresenta lo strumento decisivo in caso di attacco militare e la capacità di difesa deve sempre essere orientata alle potenziali minacce militari.

Per l’ASSgtm, i compiti dell’esercito sono logici. Tuttavia, se i compiti così come sono elencati nel «Rapporto esplicativo concernente la modifica delle basi legali per l’ulteriore sviluppo dell’esercito» rispecchiano le priorità del Comando dell’esercito, l’ASSgtm ritiene che, in considerazione dell’attuale situazione di minaccia, essi debbano essere elencati in una sequenza diversa, ossia: appoggio a favore delle autorità civili – promovimento della pace – difesa. A suo avviso è inoltre ovvio che le risorse finanziarie e materiali necessarie per l’adempimento di ciascuno questi tre compiti debbano essere messe di volta in volta a disposizione in misura sufficiente tenendo conto della situazione.

La SSU e l’ASSU chiedono di attribuire la priorità a una capacità di difesa in senso moderno, poiché ci si aspetta che l’esercito sia adeguatamente equipaggiato e organizzato per adempiere tale compito. Ritengono inoltre il termine «difesa» sia da intendere come la capacità di garantire in qualsiasi momento e in ogni dimensione la sovranità, la sicurezza, l’integrità e l’indipendenza del Paese. Secondo la SSU e l’ASSU, infatti, tale termine non contempla soltanto la difesa da un attacco militare via terra, ma anche la «difesa da gravi minacce alla sicurezza interna».