Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine
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l’esercito stesso e la popolazione. La FST è inoltre disposta a fornire anche in futuro prestazioni nell’ambito del tiro fuori del servizio.
La SUVA si limita a esprimere un parere sulle disposizioni legislative che la riguardano.
L’ASTML è dell’avviso che un atteggiamento negativo nei confronti del progetto legislativo possa anche (o addirittura debba) essere comprensibile. Riconosce tuttavia i numerosi aspetti positivi delle modifiche e degli approcci in esso contenuti e, accettando il progetto legislativo, pur con alcune riserve, è convinta di agevolare l’ulteriore sviluppo dell’esercito e di favorirne un’attuazione rapida e mirata. Secondo l’ASTML, invece di concretizzare un USEs come quello previsto, sarebbe assolutamente preferibile organizzare ex novo o riorganizzare il nostro esercito ripristinando la situazione di fine Esercito 95. Per il resto, l’ASTML condivide quanto affermato dalla CNAM e dalla SSU ed esprime soltanto un parere complementare alle loro osservazioni.
Swissmem concorda su temi quali il sostanziale miglioramento dell’istruzione dei quadri e il rafforzamento del ruolo dei quadri di milizia, la riduzione della durata dei corsi di ripetizione, la reintroduzione di un sistema di prontezza, il maggiore radicamento regionale dell’esercito attraverso le regioni territoriali e il loro nuovo ruolo di primo piano nonché la separazione più netta tra istruzione e impiego. Esprime quindi un giudizio globalmente positivo, di cui gli aspetti appena citati rappresentano soltanto alcuni esempi, ma ritiene particolarmente importante indicare anche i punti di vista divergenti. A tal fine, Swissmem si esprime su determinati aspetti in merito ai quali, a suo avviso, occorre intervenire con urgenza o appare necessario adeguare la legge militare o il rapporto concernente la concretizzazione dell’USEs.
Transfair deplora il fatto che, nonostante le sue ripetute insistenze, il DDPS non abbia accennato alle ripercussioni dell’ulteriore sviluppo dell’esercito sui collaboratori del Dipartimento. Esprime pertanto un parere sull’USEs con riserva e si aspetta che, non appena saranno state individuate le ripercussioni sui collaboratori, a quanto pare attualmente ancora sconosciute, il DDPS fornisca informazioni esaustive alle parti sociali e avvii eventualmente trattative per l’adozione di misure volte ad ammortizzare i possibili effetti negativi. Per il resto, Transfair limita le proprie osservazioni agli aspetti che, dal punto di vista di un’associazione del personale, vengono considerati di fondamentale importanza per i collaboratori.
In linea di principio, l’AdI accoglie favorevolmente le misure previste al fine di migliorare il rapporto tra le prestazioni dell’esercito necessarie per la sicurezza della Svizzera e le risorse a disposizione e riconosce l’avvio di passi concreti volti a eliminare le carenze riscontrate. È quindi di principio favorevole alla revisione delle basi legali per l’ulteriore sviluppo dell’esercito e formula soltanto proposte puntuali.
Una singola persona respinge l’ulteriore sviluppo dell’esercito e la modifica della legge militare poiché ritiene che, nel caso dell’USEs, non si tratti soltanto di definire il «come», ossia il modo in cui deve essere strutturato il nostro esercito, ma anche il «se», ossia la necessità stessa dell’esercito e, pertanto, del nostro Stato. Secondo la persona in questione, oggi la necessità e l’utilità di disporre di un proprio esercito non sono praticamente più date dall’eventuale capacità di quest’ultimo di affrontare tutti i nemici possibili e immaginabili in caso di guerra totale, bensì dal suo ruolo di segnale e di simbolo d’identità che testimonia la nostra capacità e volontà di affermarci.
Una singola persona ritiene che, considerate le carenze nella definizione degli obiettivi, come pure la mancanza di chiarezza sull’attuale situazione di partenza (punto della situazione per quanto concerne l’equipaggiamento e l’armamento dell’esercito odierno) e le percezioni estremamente vaghe e confuse dell’immagine del nemico, il senso e lo scopo di una nuova riforma dell’esercito non siano credibili. È inoltre dell’avviso che non possa più essere accettato il primato della politica, la quale evidentemente non dispone della necessaria competenza in materia di politica di sicurezza. Secondo la persona in questione, per una nuova riforma dell’esercito è indispensabile la partecipazione del Sovrano. L’USEs deve pertanto essere rinviato e rielaborato attribuendo la massima priorità all’informazione, non soltanto del Popolo ma anche del Consiglio federale e dei parlamentari federali, sull’effettiva situazione attuale.