Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine
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migliorare in modo duraturo il rapporto tra le prestazioni dell’esercito necessarie per la sicurezza nazionale e le risorse a sua disposizione. L’ASSgtm apprezza l’impegno a non «forzare» l’attuazione dell’ulteriore sviluppo entro una determinata data, prevedendo invece diversi orizzonti temporali per la realizzazione. Soltanto per quanto concerne l’istruzione l’ASSgtm insiste nel chiedere una rapida attuazione delle correzioni già a partire dal 2016.
Il FFD e 93 singole persone criticano il fatto che la situazione di partenza non sia stata accertata da un organo indipendente. Fanno notare che non sono ancora conclusi né Esercito XXI né la fase di sviluppo 08/11 e sottolineano come un «ulteriore sviluppo» sia possibile esclusivamente partendo da una situazione iniziale chiara. Per questo motivo chiedono che venga effettuata un’ispezione generale indipendente («due diligence») dell’intero esercito.
Una singola persona critica il fatto che non siano ancora stati elaborati gli scenari di minaccia. Afferma inoltre che, nel suo Rapporto sull’esercito 2010, su cui si fonda l’USEs, il Consiglio federale è in ritardo di dieci anni, convinto che complessivamente la situazione della Svizzera in materia di politica di sicurezza sia, in linea di principio, la stessa di un decennio fa.
4.2 Compiti
ZH approva la concentrazione dei compiti dell’esercito sull’appoggio a favore delle attività civili mediante l’aiuto militare in caso di catastrofe, gli impieghi di sicurezza e le prestazioni delle Forze aeree, con un contemporaneo aumento della prontezza.
Sedici Cantoni (BE, LU, UR, SZ, NW, GL, FR, SO, BL, SH, AG, TG, TI, VS, NE, GE) e la CG MPP sono d’accordo con la definizione delle priorità in materia di compiti dell’esercito e propongono un’armonizzazione coerente di questi ultimi con la strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+.
BE ritiene che, nel rapporto esplicativo, alla difesa venga dedicato meno spazio rispetto agli altri compiti. Si chiede inoltre se il semplice mantenimento della competenza di difesa sia sufficiente per adempiere i compiti relativi a tale ambito.
AR rifiuta un esercito incentrato sull’appoggio a favore delle autorità civili. Ritiene infatti che la ragion d’essere di qualsiasi esercito sia rappresentata dal compito di difesa e che occorra quindi prestare attenzione soprattutto alla capacità e alla prontezza necessarie anche per adempiere tale compito. Secondo AR, l’obiettivo principale della Rete integrata Svizzera per la sicurezza è di potenziare dal punto di vista quantitativo le risorse cantonali originarie da attivare (protezione della popolazione e polizia) invece di abbassare la soglia per gli impieghi della riserva strategica. AR ritiene che le prestazioni dell’esercito debbano essere armonizzate con quelle dei Cantoni.
Due Cantoni (VD, JU) ritengono che nella prima sezione manchi un riferimento al compito di fornire appoggio a favore delle autorità civili.
Il PBD valuta positivamente il rafforzamento degli impieghi di promovimento della pace come pure l’aiuto in occasione di grandi manifestazioni particolarmente importanti, dietro versamento di indennità, e il miglioramento della qualità dell’appoggio a favore delle autorità civili durante gli impieghi in caso di catastrofe. Il PBD è favorevole agli impieghi di promovimento della pace all’estero su base volontaria e ritiene che, per questo tipo di impieghi, la volontarietà rappresenti un elemento fondamentale. Esprime pertanto un parere positivo in merito al rafforzamento quantitativo e qualitativo previsto in tale ambito e approva il limite di spesa di 5 miliardi di franchi per l’esercito in quanto presupposto necessario per il futuro consolidamento del promovimento della pace.
Il PLR riconosce i tre compiti dell’esercito sanciti dalla Costituzione, ma ritiene che la ragion d’essere dell’esercito sia la difesa nazionale.
Il PVL invita il Consiglio federale a esaminare la possibilità di rafforzare la cooperazione l’estero, in particolare per quanto concerne le Forze aeree. Ritiene infatti che, al fine di salvaguardare la sovranità sullo spazio aereo e garantire il servizio di polizia aerea nonché la difesa da attacchi aerei, sia necessario elaborare soluzioni creative insieme ai Paesi limitrofi