Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine
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L’ASSgtm ritiene che, in linea di principio, le strutture proposte siano comprensibili. Immagina tuttavia che i militari più anziani e gli ex militari, in particolare, non si riconosceranno in questa organizzazione ed eserciteranno pertanto una resistenza emotiva nei confronti dell’USEs.
L’ASSgtm prende atto con soddisfazione del fatto che, con la l’articolazione proposta, viene prestata una particolare attenzione all’istruzione. A suo avviso è infatti assolutamente logico che debba essere ripristinata una gestione centralizzata dell’istruzione. L’ASSgtm considera inoltre positivo il fatto che la gestione del personale non spetti più alle rispettive formazioni d’addestramento, ma rientri, come nel caso dell’ex Gruppo del personale insegnante, nella sfera di competenza del capo Istruzione.
La SSU e l’ASSU chiedono una migliore spiegazione della struttura fondamentale, in cui riscontrano alcuni punti oscuri e l’assenza di una logica chiara. A loro avviso, il reale obiettivo di questo modello di organizzazione non è chiaro. La SSU e l’ASSU mettono in discussione la riduzione del numero di alti ufficiali superiori e il motivo concreto di tale misura. Ritengono che i battaglioni di fanteria e della polizia militare debbano essere integrati in brigate delle Forze terrestri, che il Personale dell’esercito e il Servizio informazioni militare (SIM) debbano far parte dello Stato maggiore dell’esercito e che il comando forze speciali, come elemento con in stato di prontezza di base elevata, vada subordinato al capo Operazioni.
Secondo la SSU e l’AVIA, l’istruzione della difesa contraerea cambierà con il progetto DTA 2020. A loro avviso, poiché i sistemi saranno autonomi, l’attuale funzione del soldato della difesa contraerea (DCA), preposto all’impiego dell’arma, non sarà più necessaria. Serviranno infatti soltanto soldati addetti alla manutenzione, incaricati di installare i sistemi e di garantirne la prontezza all’impiego, e ufficiali della difesa contraerea con il compito di impiegare i sistemi dal posto di comando o dalla centrale d’impiego. La SSU e l’AVIA ritengono pertanto indispensabile esaminare se sia opportuno integrare l’istruzione presso il comando dell’istruzione, dato che in futuro gli ufficiali della difesa contraerea potrebbero assolvere, come i piloti, una scuola reclute in un’Arma qualsiasi e successivamente essere istruiti come specialisti presso le Forze aeree.
La SSU e l’AVIA sono convinte del fatto che l’organizzazione a matrice (Base d’aiuto alla condotta e Base logistica) non sia idonea per far fronte a crisi e situazioni d’emergenza. Ritengono che non venga rispettato il principio militare secondo cui a ogni settore corrisponde un capo e che gli adeguamenti già effettuati in precedenza siano serviti esclusivamente a garantire la compatibilità con l’economia. A loro avviso occorre pertanto pianificare appositi provvedimenti per far sì che tali lacune possano essere colmate a medio termine con ulteriori adeguamenti organizzativi, sempre che sia possibile approntare le risorse necessarie a tal fine.
L’ASA è favorevole alla suddivisione della «struttura fondamentale» negli ambiti «istruzione», «impiego» e «supporto», direttamente subordinati al capo dell’esercito. Ritiene invece che vada riesaminata l’articolazione interna dell’ambito «impiego». La subordinazione di corpi di truppa della fanteria alle quattro regioni territoriali accentua l’orientamento agli impieghi sussidiari, ma, poiché ai comandanti delle regioni territoriali compete anche l’istruzione di tali corpi di truppa per il caso di difesa, l’ASA è del parere che ciò potrebbe sovraccaricare le capacità di tale livello di comando. Fino a Esercito 95, il compito e la responsabilità in questione erano affidati ai comandanti delle rispettive divisioni di combattimento.
L’AVIA ZH ritiene che la struttura fondamentale proposta comporti alcuni rischi. Nell’adempimento dei suoi compiti, infatti, il comandante delle Forze aeree ha bisogno di tutte le risorse necessarie per poter svolgere autonomamente le attività quotidiane e impiegare i propri mezzi. Ciò, secondo l’AVIA ZH, determina anche e soprattutto l’esigenza di uno Stato maggiore delle Forze aeree in grado di garantire la condotta e di fornire appoggio al comandante delle Forze aeree sia sul piano strategico-militare sia a livello operativo e tattico. Nell’ambito della strutturazione del comando operazioni non si dovrebbe pertanto creare una «air cell» indipendente (e dunque ridondante), ma esercitare prudenza. L’AVIA ZH ritiene altresì che la riduzione del numero dei generali, proposta nell’ambito dell’USEs, non sia strettamente necessaria. È inoltre del parere che non vadano sottovalutate le ripercussioni ester-