Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine

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zio da tutti i corpi di pompieri della Svizzera, e ritengono invece che entro 48 ore occorrerebbe essere in grado di mobilitare ed equipaggiare dal punto di vista logistico l’intero esercito.

I GUDC accolgono favorevolmente l’intenzione del Comando dell’esercito e degli ambienti politici di riattivare, con l’USEs, un sistema di mobilitazione. In caso d’emergenza, infatti, l’esercito deve essere in grado di disporre rapidamente della truppa e dell’equipaggiamento per poter reagire alle minacce. Nel quadro dell’USEs, i GUDC chiedono che l’Esercito svizzero disponga rapidamente, durante tutto l’anno, di formazioni in stato di prontezza per diversi ambiti. Queste formazioni d’allarme, preferibilmente alimentate da formazioni di professionisti e di militari in ferma continuata, garantiscono costantemente all’esercito la capacità d’azione necessaria per reagire rapidamente a tutte le situazioni di minaccia.

La KVSK chiede di sfruttare il potenziale qualitativo e quantitativo all’interno delle forze speciali, poiché, a parte queste ultime, nessun’altra formazione dell’esercito è in grado di svolgere determinati compiti o fornire determinate prestazioni. Grazie all’istruzione di base più lunga, alla forte motivazione e all’elevato livello d’addestramento, le formazioni del comando forze speciali sono particolarmente adatte all’impiego come formazioni di milizia in stato di prontezza accresciuta.

L’ASTML chiede che venga immediatamente reintrodotta un’efficace pianificazione della mobilitazione.

Swissmem approva la reintroduzione di un sistema di prontezza, ma critica la mancanza di riferimenti al tema del potenziamento nelle discussioni concernenti l’USEs. A suo avviso, è indispensabile reintrodurre questo tema considerando e garantendo al contempo la base industriale necessaria. Sottolinea come, a tale scopo, le aziende svizzere si siano registrate, con il loro portafoglio, nella «Base tecnologica e industriale rilevante per il settore della sicurezza» (BTIS).

Una singola persona considera preoccupante, se non sconsiderato, il fatto che nell’arco di tre giorni possano essere mobilitati soltanto 1500 militari.

4.5 Strutture

Struttura fondamentale

BE ritiene importante che anche la struttura di comando dell’esercito preveda la presenza di un organo di contatto competente a cui le autorità civili possono rivolgersi per le loro esigenze connesse all’esercito e sottolinea come, in passato, l’attribuzione di tale competenza allo Stato maggiore di condotta dell’esercito (SMCOEs) si sia sempre rivelata la soluzione più efficace.

L’ASTT accoglie favorevolmente la creazione della funzione di capo Istruzione e la chiara separazione, in futuro, tra gli ambiti «impiego», «istruzione» e «supporto» in seno all’esercito.

Quattro Cantoni (SO, AR, SG, TG), come pure l’ASF, l’ASSgtm, l’ASSU, l’ASTT e l’AdI, propongono di mantenere per il comandante della Scuola per sottufficiali di professione dell’esercito (SSPE) il grado di brigadiere al fine di non indebolirne la posizione né a livello interno né verso l’esterno. La SSU e l’ASSU non capiscono perché la SSPE non debba più essere comandata da un alto ufficiale superiore (AUS).

Secondo il PBD, il capo Istruzione assume un ruolo molto importante, di grande responsabilità e con un ampio spettro di competenze. Ritiene quindi importante pianificare dettagliatamente le pertinenti regolamentazioni al fine di evitare conflitti di competenza a questo livello.

Il PLR accoglie favorevolmente la semplificazione della struttura fondamentale e la reintroduzione del capo Istruzione.

Il PVL trova incomprensibile il fatto che le formazioni d’istruzione delle truppe d’aviazione siano subordinate al comando delle Forze aeree (e non al capo Istruzione) e ritiene che la