Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine

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all’atteggiamento indiscusso di grande simpatia nei confronti dell’esercito della popolazione della Svizzera orientale.

Per AG il Concetto relativo agli stazionamenti ha un’elevata importanza politica ed economica. Il mantenimento delle piazze d’armi e degli esercizi dell’esercito nel Cantone riveste pertanto un’importanza centrale. AG auspica quindi che in caso di un eventuale ridimensionamento delle infrastrutture militari venga tenuto conto in modo appropriato della buona collaborazione dimostrata sinora, che i contratti esistenti vengano rispettati e che i termini per l’attuazione vengano definiti in modo tale da consentire alla regione o al Comune interessato di concretizzare la pianificazione per il cambiamento d’uso di un’area in un lasso di tempo realistico.

Per VD la riduzione del budget non deve caratterizzare da sola il Concetto relativo agli stazionamenti. Occorre considerare anche le riserve immobiliari e il margine di manovra dell’esercito nonché impedire un sovrasfruttamento. È anche necessario esaminare le possibilità di uno sfruttamento combinato delle opere a livello civile e militare. VD si aspetta che gli immobili rimanenti siano amministrati secondo la prassi moderna. VD propone una ripartizione delle risorse del 65 per cento per le spese d’esercizio e del 35 per cento per gli investimenti.

ZH si aspetta di mantenere un’ubicazione per almeno una brigata nonché di mantenere il centro di reclutamento di Rüti e la piazza d’armi cantonale di Reppischtal. Per quanto riguarda l’aerodromo di Dübendorf si rimanda alla lettera del 3 luglio 2013 concernente il parco dell’innovazione di Zurigo. Per AR è importante mantenere l’ubicazione dell’SSPE a Herisau. SG parte dal presupposto che il Cantone manterrà la regione territoriale nonché i comandi e le ubicazioni principali dell’esercito.

JU è favorevole alla riduzione delle spese nel settore dell’infrastruttura degli immobili. Il nuovo Concetto relativo agli stazionamenti dell’esercito deve anche considerare le ripercussioni di un sovrasfruttamento delle ubicazioni.

Il PBD si aspetta che i Cantoni e i Comuni interessati nonché le autorità e le persone competenti al riguardo vengano informate tempestivamente in merito al Concetto relativo agli stazionamenti, che per loro riveste grande importanza.

Il PPD riterrebbe sensato presentare il Concetto relativo agli stazionamenti assieme al messaggio. Il Concetto relativo agli stazionamenti non deve essere sviluppato principalmente sulla base di valutazioni di natura economica e dal punto di vista di una logistica fondata sulla ripartizione, ma deve considerare anche le esigenze strategiche.

Il PLR ritiene indispensabili i tagli nel settore delle infrastrutture per ristabilire un equilibrio nelle uscite. Una centralizzazione delle infrastrutture deve quindi essere auspicata.

Il PES chiede che gli immobili dell’esercito non più necessari che si trovano nei centri o nelle zone circostanti, continuino a essere utilizzati d’intesa con i Cantoni e i Comuni e in sintonia con i principi in materia di pianificazione del territorio.

Per il PS la grande riduzione delle ubicazioni è corretta. Il numero di piazze d’armi, d’esercizio e di tiro dell’Esercito svizzero può essere ridotto di al massimo un terzo sulla base della prevista riduzione dell’effettivo e del nuovo ritmo della scuola reclute. Gli edifici e le superfici che non saranno più utilizzati passeranno, nel limite del possibile, ai Cantoni o ai Comuni. Se questi non ne hanno alcun bisogno, non saranno venduti in nessun caso a privati, ma ceduti in diritto di superficie, segnatamente per la costruzione di abitazioni economiche. Il PS non ritiene plausibile l’aumento della quota degli investimenti al 40 per cento. Dal punto di vista del PS non è plausibile in un esercito moderno, fortemente ridimensionato e orientato a nuove esigenze in materia di politica di sicurezza mantenere una quota degli investimenti del 40 per cento. Con l’ampia rinuncia alle truppe meccanizzate e quindi ai carri armati da combattimento e all’artiglieria pesante nonché con le moderne strategie quali la ripartizione e il raggruppamento di beni d’armamento l’esercito è in grado di essere costantemente modernizzato con una quota degli investimenti ben al di sotto del 40 per cento.