Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/101: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) nell'ambito del diritto internazionale · 40 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 20Fedlex · Rapporto sui risultati

Secondo il PS la cooperazione transfrontaliera non ha contribuito a una sostanziale riduzione dei costi. Il PS vuole capire se le cure prestate in Germania (nella maggior parte dei casi si tratta di cure di riabilitazione in Germania, in media 3,5 volte più economiche rispetto alla Svizzera) sono state effettivamente fatturate a un prezzo inferiore e sapere chi ha tratto beneficio da questi risparmi. Chiede piena trasparenza sulle differenze di costi tra la Germania e la Svizzera. In Svizzera, il numero di posti a tempo pieno per ogni giornata di cure è in media 2,2 volte più elevato che in Germania. È probabile quindi che il personale tedesco sia sottoposto a una maggiore pressione. D’altronde, non sembra che i progetti pilota abbiano promosso in misura maggiore la cooperazione istituzionale nelle regioni transfrontaliere. Il PS non è contrario alla cooperazione transfrontaliera se ne risulta un plusvalore qualitativo nell’offerta di cure. In generale, in materia di pianificazione delle cure, il PS non accetta l’idea di ridurre le nostre capacità partendo dal presupposto che i costi delle cure potranno essere assunti oltre frontiera. Ciò potrebbe indurre gli assicuratori e i fornitori di prestazioni che inviano i pazienti ad altro fornitore a obbligare i pazienti svizzeri a farsi curare all’estero; nel rapporto esplicativo anche il Consiglio federale si è mostrato prudente escludendo tale eventualità. La modifica prevista avrebbe come conseguenza quella di affidare alla Confederazione competenze in materia di pianificazione ospedaliera delle prestazioni fornite all’estero. La pianificazione deve rimanere di competenza cantonale, soprattutto se si prevede di obbligare i Cantoni ad assumere il finanziamento di una parte delle cure secondo il modello di nuovo finanziamento ospedaliero. Per tutte le ragioni menzionate, il PS richiama alla prudenza e chiede al Consiglio federale di riesaminare il progetto di revisione.

L’USAM rifiuta l’allentamento del principio di territorialità. Il livello salariale è nettamente più elevato in Svizzera che all’estero e, d’altronde, le condizioni generali e le esigenze in materia di politica sanitaria sono nettamente diverse da quelle applicate all’estero nelle zone di frontiera. Per questi motivi non accetta che nell’assicurazione obbligatoria delle cure medicosanitarie i fornitori di prestazioni svizzeri siano in concorrenza con quelli della zona estera di frontiera. Per l’USAM una tale apertura potrebbe essere presa in considerazione soltanto a condizione che siano garantite le stesse possibilità a tutti i fornitori di prestazioni.

L’USS rifiuta la modifica di legge proposta in materia di cooperazione transfrontaliera. Sottolinea che si era già opposta nel 2006 a un allentamento del principio di territorialità, quando erano state formulate le disposizioni d’ordinanza sui progetti pilota di cooperazione transfrontaliera. La valutazione dei progetti pilota ha rivelato che l’effetto positivo sui costi dell’assicurazione malattie di base, atteso dai loro promotori, non si è prodotto. Di conseguenza, la ragione di un tale allentamento non è chiara. Inoltre, l’utilità dei progetti pilota, segnatamente per i pazienti, non è stata dimostrata. L’USS rifiuta pertanto la disposizione di legge proposta per i seguenti motivi: i Cantoni sono competenti per la sicurezza delle cure. Devono quindi avere la competenza di pianificarle e gestirle. Questo strumento è importante per contrastare un’estensione incontrollata dei volumi. La modifica di legge coinvolge i Cantoni e la Confederazione nella pianificazione ospedaliera. Se si intende garantire una pianificazione e una gestione efficaci, tale competenza non va suddivisa.

Il Centre Patronal condivide sostanzialmente il parere del Cantone di Vaud e si pone le stesse domande. Ritiene che in questa situazione non sia possibile sostenere una tale modifica della LAMal.

Per l’OMCT, non vi sono indicatori sufficienti che permettano di dimostrare l’effetto positivo che il consolidamento della cooperazione transfrontaliera potrebbe avere sul sistema sanitario svizzero (costi e qualità). In effetti, oltre al fatto che non sono stati realizzati i risparmi auspicati, i due progetti pilota ai quali hanno partecipato soltanto poche centinaia di persone non forniscono indicazioni sufficienti e non possono servire da fondamento per una disposizione definitiva. L’OMCT fa notare che il rapporto esplicativo non contiene alcuna informazione sull’effetto inverso della cooperazione transfrontaliera, vale a dire sull’interesse dei pazienti