Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/101: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) nell'ambito del diritto internazionale · 40 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 21Fedlex · Rapporto sui risultati
che risiedono nella zona limitrofa dell’Italia a farsi curare in Svizzera. Senza questi dati e senza garanzie che una maggiore apertura da parte della Svizzera aumenti la domanda di medici ticinesi, l’OMCT non ritiene opportuno autorizzare e sostenere un ulteriore passo verso la condivisione del sistema sanitario svizzero. In effetti, il principio di territorialità assicura un sistema sanitario di qualità grazie al rispetto di condizioni e criteri rigorosi (p. es. l’obbligo di formazione continua dei medici) che attualmente non sono sufficientemente adempiuti dai fornitori di prestazioni all’estero.
La FMH sottolinea che dallo studio pilota del 2006 si attendeva «un effetto positivo sui costi dell’assicurazione malattie». Dalla valutazione degli studi pilota emerge chiaramente che questo non è avvenuto.
1. L’utilità degli studi pilota, segnatamente per i pazienti, non ha potuto essere dimostrata. Soltanto qualche paziente si è fatto curare all’estero. In apparenza, non vi è alcuna urgente necessità. Questa constatazione corrisponde ai risultati della ricerca europea menzionati nel rapporto dell’Obsan secondo cui in generale i pazienti utilizzano le offerte transfrontaliere soltanto se vi hanno interesse. […] «All case studies involving patient mobility show how crossborder arrangements are dependent on whether the local population sees a need to cross the boarder – usually a type of treatment not available at proximity within then home system» (dall’esame di tutti i casi di mobilità transfrontaliera dei pazienti risulta che il ricorso a soluzioni transfrontaliere dipende dalla percezione del bisogno di valicare la frontiera – generalmente per ricevere un tipo di cure che il sistema sanitario non mette a loro disposizione nelle vicinanze). La ricerca mostra anche che la richiesta di cure nelle zone transfrontaliere non proviene dai pazienti ma dagli attori del sistema sanitario. In generale quindi le cure all’estero non servono ai pazienti ma a terzi come gli assicuratori. Pazienti di Sciaffusa hanno riferito che, dopo un’operazione in Svizzera, l’assicurazione aveva approvato il soggiorno di riabilitazione in Germania con il rispettivo congiunto, ma non una riabilitazione in Svizzera.
2. Non è stato possibile dimostrare alcuna diminuzione dei costi.
3. Il principio di territorialità si prefigge di garantire cure di alta qualità e adeguate ai bisogni. La soppressione di questo principio dovrebbe essere tesa a garantire che sia data importanza non soltanto ai costi delle cure ma anche alla qualità e al risultato a lungo termine, come parametri di primo piano. L’offerta di assistenza nelle cliniche svizzere di riabilitazione è nettamente più elevata rispetto alle cliniche estere. La maggiore intensità dell’assistenza (p. es. la densità della terapia) permette una qualità di cure più elevata e quindi costi indiretti minori (p. es. reinserimento professionale più rapido), il che ha un solido fondamento economico. Per la pianificazione ospedaliera e l’attribuzione di contratti di prestazioni numerosi Cantoni si basano sui criteri di Swiss Reha. Gli stessi criteri richiesti dai Cantoni dovrebbero essere applicati anche ai fornitori di prestazioni esteri.
4. In caso di soppressione del principio di territorialità, i fornitori di prestazioni esteri dovrebbero rispettare le stesse condizioni (rispetto delle convenzioni collettive di lavoro o di convenzioni analoghe, obbligo di formazione e di perfezionamento, rispetto della legislazione svizzera, adempimento dei criteri ospedalieri per i contratti di prestazioni ecc.); questi punti non sono previsti dal presente avamprogetto di legge. Il perfezionamento, in particolare dei giovani medici nei Cantoni svizzeri di frontiera, può essere garantita soltanto se essi hanno modo di seguire un numero sufficiente di casi. Una pressione dei costi che spinge i pazienti a farsi curare all’estero nelle zone di frontiera può togliere ai giovani medici la possibilità di conseguire il relativo perfezionamento. Ciò darebbe un pessimo segnale perché i medici che ricevono una formazione e un perfezionamento in Svizzera sono troppo pochi.