Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/126: Modifica della legge sulla formazione professionale (LFPr): rafforzamento della formazione professionale superiore · 50 pagine
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Procedura di consultazione sulla modifica della legge sulla formazione professionale (LFPr): rafforzamento della formazione professionale superiore
Anche Travail.Suisse rileva che la partecipazione federale andrebbe aumentata per non indebolire la formazione di base e appoggia il tetto massimo del 10 per cento per i contributi di cui agli articoli 54 e 55 LFPr, pur ritenendo che andrebbe fissato anche un limite minimo (5%) per poter continuare a sostenere le riforme e le innovazioni della formazione professionale.
Anche USAM è del parere che il nuovo sistema di finanziamento non debba andare a scapito dei Cantoni, e quindi della formazione professionale di base. USAM appoggia perciò la richiesta dei Cantoni di non decurtare i contributi a loro destinati e, anzi, eventualmente di aumentare la quota percentuale in una prima fase.
Per USI è molto importante che un cambiamento di sistema nella formazione professionale superiore non porti a uno squilibrio nei confronti della formazione di base; tuttavia, considera un aumento della partecipazione ai costi da parte federale una misura precipitosa. Il tetto massimo per i contributi di cui agli articoli 54 e 55 viene approvato dato che, finora, non è mai stato esaurito il credito a disposizione.
SIC teme che il cambiamento di sistema e di ripartizione delle competenze porti i Cantoni ad adottare misure di risparmio per la formazione professionale di base e sottolinea che il maggiore impegno per la formazione superiore non deve mettere in una posizione di svantaggio la formazione di base.
Organi coordinatori nazionali
Per FSEA e CSD è fondamentale che il nuovo sistema di finanziamento della formazione professionale non porti a effetti collaterali o a misure di risparmio nella formazione di base.
Anche CFIG chiede di ridiscutere la ripartizione dei costi della formazione professionale fra Confederazione e Cantoni al fine di non indebolire la formazione di base, e ritiene appropriato fissare al 10 per cento il tetto massimo per i contributi di cui agli articoli 54 e 55 per progetti e prestazioni poiché, così facendo, si dispone di una certa flessibilità in caso di difficoltà economiche.
Per CDS nel rapporto esplicativo occorre precisare in modo vincolante che il rafforzamento della formazione superiore non porterà all’indebolimento del resto del settore.
Organizzazioni responsabili e cerchie interessate
CP e uspi esprimono dubbi circa la partecipazione federale del 25 per cento: i nuovi costi potrebbero portare i Cantoni a effettuare tagli nella formazione di base (in particolare per i corsi interaziendali). Questo pericolo sarebbe presente soprattutto nella Svizzera occidentale. Per questo propongono una partecipazione federale maggiore (75%) e duratura per il finanziamento orientato alla persona dei corsi preparatori.
FER condivide la presa di posizione sopra esposta, chiede però alla Confederazione la garanzia dell’assunzione del 50 per cento dei costi del finanziamento orientato alla persona.
FCS, USIE e VSSM si uniscono al parere di USAM: i contributi ai Cantoni non vanno decurtati e la Confederazione dovrebbe aumentare il contributo percentuale.
OdASanté e H+ chiedono che la Confederazione continui a partecipare nella misura del 10 per cento ai progetti e alle prestazioni.
H+ è del parere che un maggiore impegno a favore della formazione professionale superiore non debba andare a svantaggio della formazione di base. La formazione professionale deve essere rafforzata globalmente. Nella legge e nelle disposizioni d’esecuzione andrebbero evitati gli effetti negativi di una nuova ripartizione.
Anche CURAVIVA ritiene importante che non vengano tagliati i contributi federali al resto della formazione professionale.
ASTAG, CURAVIVA, holzbau, hotelleriesuisse, SAVOIRSOCIAL, SBC, SSTH, SVDE, ASA, SM, viscom e vpod sottolineano che il maggiore impegno finanziario non deve andare a svantaggio della formazione di base e, dunque, dei Cantoni (forfait).
Alla luce della situazione finanziaria dei Cantoni, BZW-LYSS teme una mancanza di continuità nel finanziamento.
cgas è decisamente contrario alla ripartizione dei costi fra Confederazione e Cantoni e chiede una maggiore partecipazione finanziaria federale.
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