Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/132: Approvazione e trasposizione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) · 17 pagine

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una procedura d’asilo, l’accesso a tali servizi non è garantito.

In merito ai servizi di supporto specializzati (art. 22), NGQNG e TDF rilevano che le vittime di mutilazioni genitali femminili necessitano di consultori in grado di offrire protezione e sostegno da integrare nelle strutture esistenti. Anche nell’ambito dell’asilo vi è carenza di offerte orientate al genere che i consultori esistenti non possono proporre. I Verdi individuano una maggiore necessità d’intervento nella prassi in generale mentre mws ritiene opportuno un ampliamento dei servizi di supporto specializzati.

4.3. Case rifugio (art. 23)

Molti interpellati affrontano il tema delle case rifugio. La CDDGP, che ha coordinato il proprio parere con la CDOS, CDPE e COPMA, è convinta che il numero delle case rifugio disponibili sia sufficiente. Essa rileva che il rapporto del 19 novembre 2014, commissionato dalla CDOS e dall’UFU, sulla situazione e sulle necessità delle case rifugio per donne in Svizzera (disponibile soltanto in tedesco e francese) identifica a livello regionale una certa carenza di capacità presso le case d’accoglienza, ma che nello specifico è sempre stato possibile trovare una soluzione (p. es. in un’altra casa rifugio o all’interno di altre strutture d’appoggio protette). Successivamente la CDOS ha approfondito la questione presso i Cantoni e raccolto i riscontri seguenti:

 diversi Cantoni evidenziano che il rapporto riguarda soltanto i posti disponibili nelle cosid-

dette case rifugio destinate alle donne, ma che l’offerta di posti protetti nella loro regione o nel loro Cantone è più ampia e dunque sono disponibili molti più posti d’accoglienza di quanti menzionati nel rapporto;

 la maggioranza dei Cantoni ritiene la disponibilità di alloggi d’accoglienza protetti (case

rifugio e altre offerte) adeguata. Nei singoli casi è sempre possibile trovare una soluzione garantendo la sicurezza sia delle donne sia dei minori;

 per la maggior parte dei Cantoni, che ha risposto, non vi è necessità di creare ulteriori po-

sti. Nei periodi di piena occupazione si ricorre prevalentemente a offerte extracantonali. Alcuni Cantoni rammentano che la necessità di posti protetti è andata scemando con l’introduzione del disciplinamento in materia di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.

Per la CDOS l’attuale offerta di strutture d’alloggio protette nei Cantoni (case rifugio e altre offerte) soddisfa le esigenze dell’articolo 23 della Convenzione. Eventuali carenze di capacità in seno a tali strutture andrebbero affrontate in primis con misure a monte e a valle (prevenzione e misure di polizia nonché soluzioni transitorie nell’ambito dell’alloggio).

I risultati della consultazione non fanno altro che confermare tale valutazione. ZH, ad esempio, rileva come nel Cantone di Zurigo le case rifugio richieste dalla Convenzione siano disponibili in numero sufficiente, la collaborazione con i pertinenti servizi funzioni perfettamente e il finanziamento sia garantito. Di ugual tenore il parere di BE. Anche nel Cantone di NW il fabbisogno è già oggi coperto grazie alla collaborazione con LU. Neppure il Cantone di ZG necessita di posti suppletivi, tuttavia fa notare che la valutazione delle necessità non deve far capo soltanto al concetto di «case rifugio» destinate alle donne. SO informa che attualmente il sistema di aiuti successivi e le soluzioni future destinate alle donne vittime di violenza è in fase di ottimizzazione. Nel JU il fabbisogno è coperto dagli alloggi d’emergenza e dalle strutture presenti a Bienne e La Chaux-de-Fonds.

Secondo due partiti e diverse organizzazioni interessate, in alcune regioni vi è una carenza di consultori specializzati, di posti garantiti finanziariamente nelle case rifugio e negli alloggi specifici nonché di soluzioni successive al collocamento nelle case rifugio; viene infine ritenuto inopportuno che sia il luogo di residenza a stabilire se fornire o meno una protezione