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Consultazione 2014/155: Revisione in materia di radioprotezione · 500 pagine
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delle misure di protezione contro il radon nell’ambito della procedura di rilascio dei permessi di costruzione per i nuovi edifici e le ristrutturazioni. Tale procedura è già consuetudine in alcuni Cantoni. La nuova prassi aumenterà il lavoro di coordinamento tra i dipartimenti della sanità e quelli del territorio all’interno dei Cantoni.
4.1.3 Titolari di licenza
Gli attuali titolari di licenza sono interessati da alcune novità, ad esempio l’introduzione dell’obbligo di perfezionamento per gli esperti, gli adeguamenti degli emolumenti e alcuni cambiamenti organizzativi (tra cui la suddivisione delle attuali zone controllate in zone sorvegliate e zone controllate). Per le novità che comportano un onere iniziale leggermente superiore sono previsti periodi transitori.
Per la metà delle licenze attualmente valide (11 000 circa) l’adozione della procedura semplificata di rilascio della licenza comporta uno sgravio amministrativo per i titolari. Le attività soggette all’obbligo di licenza e con un ridotto potenziale di pericolo per le persone e l’ambiente saranno valutate dall’UFSP secondo la procedura semplificata. Ciò riguarda, tra l’altro, le applicazioni nella medicina che si collocano in ambito di dose debole (p. es. i piccoli impianti a raggi X negli ambulatori odontoiatrici). I titolari di queste licenze non sono tenuti, ad esempio, a presentare piani di radioprotezione o analisi dei pericoli e possono determinare la dosimetria per il proprio personale con frequenza trimestrale.
In seguito alla revisione della normativa alcune aziende (150 circa) saranno assoggettate ex novo all’obbligo di licenza (manipolazione del radon e dei materiali NORM, riciclaggio di scorie radioattive, manipolazione di sorgenti radioattive orfane oppure esecuzione di misure volte a garantire la qualità nei sistemi di ricezione e riproduzione delle immagini).
4.1.4 Ospedali e istituti radiologici
Si presuppone che in Svizzera, così come all’estero, esista un potenziale di miglioramento per un numero elevato di indagini e trattamenti con radiazioni ionizzanti, in particolare nella giustificazione di queste applicazioni. Con l’introduzione di audit clinici all’interno degli ospedali e degli istituti radiologici è possibile ridurre al minimo le indagini e i trattamenti ingiustificati con radiazioni ionizzanti e ottimizzare i processi e le risorse.
Dopo lo svolgimento di audit pilota, previsti per il 2015, sarà possibile calcolare i costi con maggiore precisione. In ogni scenario ipotizzato sinora i potenziali risparmi superano nettamente i costi.
In alcune aziende occorrerà un numero maggiore di fisici medici, poiché la nuova normativa regolamenta chiaramente quanti ne occorrono per le diverse applicazioni.
4.1.5 Rifiuti: centrali nucleari, medicina, industria, ricerca
In alcuni ambiti i livelli di esenzione modificati comportano una riduzione dei rifiuti, mentre in altri le scorie radioattive aumenteranno. Il Gruppo di lavoro della Confederazione per lo smaltimento delle scorie radioattive (AGNEB) ha redatto un rapporto in materia, nel quale sono illustrate le conseguenze dei nuovi livelli di esenzione sulla quantità delle scorie radioattive d’esercizio e di disattivazione per le centrali nucleari e la ricerca. Nell’ambito della disattivazione delle centrali nucleari e degli impianti di ricerca l’acquisizione dei nuovi livelli di esenzione comporta quasi il raddoppio delle quantità di scorie, che può essere tuttavia in gran parte compensato da un coerente stoccaggio di 30 anni per il decadimento radioattivo (stoccaggio per sfruttare i tempi di dimezzamento relativamente brevi di alcuni radionuclidi), sinora non previsto nella pianificazione delle centrali nucleari. I nuovi livelli di esenzione non hanno praticamente alcuna conseguenza sulla quantità delle scorie d’esercizio delle centrali nucleari. Anche la quantità delle scorie d’esercizio provenienti dall’industria e dalla ricerca non è praticamente toccata dai nuovi livelli di esenzione. Nella medicina la quantità di scorie è molto esigua, pertanto i nuovi livelli di esenzione non hanno ripercussioni.
4.1.6 Proprietari immobiliari
Nel caso in cui siano costruiti locali abitativi a contatto con il terreno o una cantina naturale, per una nuova casa unifamiliare occorre calcolare circa 2000 franchi di costi aggiuntivi per la protezione contro il radon (che rappresentano meno dello 0,5% dei costi complessivi di una nuova costruzione). Anche le misure di impermeabilizzazione contro l’umidità proteggono dal radon. Un efficace risanamento da radon costa di norma tra i 4000 e gli 8000 franchi per una casa unifamiliare. Queste spese si riducono