Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/158: Disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia · 43 pagine

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Disposizione costituzionale su un sistema dincentivazione nel settore del clima e dellenergia

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è attestata con garanzie d’origine (GO). Le garanzie d’origine estere sono molto convenienti stando alle attuali condizioni di mercato e l’offerta di GO da fonti rinnovabili supera in larga misura l’intera produzio- ne di elettricità svizzera. Di conseguenza, non necessariamente i produttori svizzeri di elettricità rinnovabile approfittano di una differenziazione della tassa sull’energia elet- trica. Gli effetti sulla produzione elettrica nazionale dipendono molto di più dalla com- petitività dei produttori svizzeri e dalle preferenze dei consumatori di elettricità. Da una perizia giuridica realizzata su incarico dell’UFE è emerso che le importazioni di GO estere non possono essere limitate neppure se la quota sulle importazioni fosse giustificata con la promozione della produzione di elettricità svizzera da energie rinnovabili (World Trade Institute et al 2014a). Anche una tassa sul CO solo sull’elettricità importata non

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appare legittima. Data la misura in cui la produzione nazionale beneficia della tassazione riscossa sulla produzione estera, non è possibile ipotizzare una legittima misura di com- pensazione alla frontiera.

Un sistema di certificazione nazionale per l’energia elettrica da fonti rinnovabili amplie- rebbe in una certa misura il margine di manovra svizzero, ma potrebbe sollevare que- stioni di diritto commerciale. Per poter beneficiare di un’aliquota della tassa più bassa, in questo modello anziché una garanzia di origine occorre un certificato di impianti di produzione rinnovabili, finanziariamente non sostenuti, che devono soddisfare deter- minate condizioni. Gli impianti di produzione ammessi a tale scopo dovrebbero essere sottoposti a un processo di certificazione nazionale definito. Un sistema di certificazione proprio offrirebbe maggiore flessibilità per la definizione di ulteriori condizioni quadro da soddisfare per la concessione di certificati da energie rinnovabili. Gli impianti sul ter- ritorio nazionale e all’estero che adempiono i criteri potrebbero ottenere i certificati per i loro impianti di produzione da parte di enti certificatori accreditati. La perizia giuridica redatta dal World Trade Institute (World Trade Institute et al 2015) offre diverse possibi- lità in questo senso nel rispetto del diritto commerciale internazionale.

L’effetto di promozione di una tassa sull’energia elettrica differenziata sulla produzione di elettricità straniera potrebbe essere minore per i suddetti motivi. Una differenziazione offrirebbe stimoli appena sufficienti per la produzione e l’ampliamento delle energie rinnovabili in ambito nazionale. Nel quadro dell’attuazione legislativa della disposizione costituzionale proposta, la differenziazione e le sue conseguenze sulla produzione di energie rinnovabili sarebbero ulteriormente verificate considerando anche la conciliabili- tà con il diritto UE, bilaterale (Svizzera/UE) e OMC.

4.2.3 Soppressione costante delle misure di promozione

Il passaggio dal sistema di promozione a quello d’incentivazione deve avvenire senza problemi e all’interno di una scadenza pianificabile e prevedibile. Nel 2021, anno dell’in- troduzione, la tassa sul clima sui combustibili fossili sostituirebbe la tassa sul CO , intro-

2 dotta nel 2008, la tassa sul clima riscossa sui combustibili sostituirebbe la tassa sul CO ,

2 introdotta nel 2008, con le sue destinazioni parzialmente vincolate e la tassa sull’elet- tricità sostituirebbe il supplemento di rete. Le misure di promozione esistenti prosegui- rebbero solo per un periodo determinato e sarebbero soppresse progressivamente. Le promozioni finanziate con i proventi della tassa sul CO , come ad esempio il Programma

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Edifici, sarebbero soppresse progressivamente dal 2021 e definitivamente eliminate nel 2025.

Scegliendo l’importo adeguato della tassa sull’energia elettrica, sarebbe possibile rag- giungere l’obiettivo di ridurre del 10 per cento nel 2030 il consumo di elettricità rispetto al 2000. La tassa sull’energia elettrica uniforme non contribuisce però al raggiungimento degli obiettivi di ampliamento della produzione elettrica nazionale da energie rinnovabi-