Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/158: Disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia · 43 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 27Fedlex · Rapporto esplicativo
Disposizione costituzionale su un sistema dincentivazione nel settore del clima e dellenergia
5 Ripercussioni
Le diverse ripercussioni della nuova disposizione costituzionale dipendono dalle modalità di attuazione di questa competenza da parte del legislatore. La gamma delle possibilità d’applicazione, ad esempio per le basi e le aliquote delle tasse, è molto ampia. La valu- tazione delle ripercussioni sarà più precisa con l’elaborazione delle leggi d’esecuzione.
5.1 Ripercussioni economiche
In maniera generale sia le tasse d’incentivazione che la ridistribuzione del loro prodotto comportano effetti sull’economia. Queste tasse hanno un impatto negativo sul PIL, che è in parte compensato dall’impatto positivo della ridistribuzione. Le tasse d’incentivazione provocano una modifica della struttura di consumo, che è per l’appunto l’effetto auspi- cato. Generalmente la popolazione riceverà a lungo termine tanto quanto paga (eccetto le spese amministrative). La riforma è piuttosto progressiva se la ridistribuzione è effet- tuata pro capite. In generale anche le imprese riceveranno la somma che hanno pagato (eccetto le spese amministrative). L’effetto di ridistribuzione generato dalle imprese con un elevato consumo di energia a favore delle altre imprese è un effetto auspicato. Le tas- se d’incentivazione possono svantaggiare le imprese ad alta produzione di CO e ad alto
2
consumo di energia rispetto ai loro concorrenti esteri. Per questa ragione sono previste misure di attenuazione per arginare questo fenomeno. In questa occasione bisognerà tenere conto dei rischi di distorsione della concorrenza tra le grandi imprese e le PMI. D’altronde le imprese con un basso consumo di energia diventeranno più competitive poiché riceveranno più di quello che pagano. Nell’insieme è previsto un leggero impatto negativo sul PIL, che sarà però attenuato dall’effetto incentivante generato dalla tassa a favore dell’innovazione e che sarà in parte compensato dall’impatto positivo della ridistribuzione. Per contro, le tasse d’incentivazione permetteranno di realizzare a costi ridotti alcuni obiettivi, come l’abbandono del nucleare, limitando in questo modo non solo i rischi con conseguenze catastrofiche a livello sanitario e ambientale, ma anche a livello economico. Se gli altri Paesi si assumono la loro parte di responsabilità, la riforma contribuirà anche a ridurre i costi economici legati al riscaldamento climatico. Qualsiasi valutazione delle ripercussioni economiche è avvolta da incertezze. Le considerazioni esposte più sopra, di natura puramente qualitativa, sono tuttavia relativamente sicure.
Le ripercussioni economiche del sistema d’incentivazione nei settori del clima e dell’e- nergia possono essere valutate più precisamente in due modi: da un lato, analizzando le esperienze fatte in altre Paesi e, dall’altro, sviluppando simulazioni dell’economia svizze- ra con l’aiuto di modelli di equilibrio generale.
Esperienze internazionali
Uno studio commissionato dall’AFF e dalla SECO ha effettuato un’analisi recente e si- stematica dei modelli di tasse sull’energia e sul clima applicati in alcuni Paesi dell’OCSE (IEEP 2013). La tabella 3 riassume i tipi di tasse dei diversi Paesi esaminati, le loro basi d’imposizione e gli anni d’introduzione corrispondenti. Essa mostra come, dall’inizio de- gli anni Novanta, molti Paesi hanno introdotto strumenti simili. Il confronto si limita alle tasse sul clima e sull’energia che vanno oltre la tradizionale imposizione degli oli minerali e mirano a tassare maggiormente il consumo di energia e l’inquinamento ambientale secondo un obiettivo di incentivazione. Il ventaglio di modelli disponibile è ampio, ma tutti hanno in comune l’adozione di una tassa sul CO e/o una tassa sull’energia, talvolta