Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/27: Revisione dell'ordinanza sull'energia (OEn): Rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica, gestione della lista d'attesa, etichettatura dell'elettricità e promozione · 11 pagine

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rimunerazione sono suddivisi in classi di potenza, rispetto alle quali il tasso di rimunerazione viene calcolato pro rata. Per questo le cifre indicate nell'appendice divergono da quelle riportate nella tabella.

Tassi di rimunerazione per altre categorie di impianti:

I tassi di rimunerazione per gli impianti integrati sono del 15 per cento superiori a quelli per gli impianti annessi.

I tassi di rimunerazione per gli impianti isolati sono del 10 per cento inferiori a quelli per gli impianti annessi.

2.1.2 Importi della rimunerazione unica

Anche gli importi della rimunerazione unica vengono ridotti, tuttavia in misura minore di quanto avviene per i tassi di rimunerazione RIC. Ciò si spiega con il fatto che, nel caso della rimunerazione unica, i metodi per definire i costi di un impianto di riferimento non sono identici a quelli utilizzati per la RIC. Nell'ambito della RIC, i costi devono essere finanziati al 100 per cento attraverso la RIC. La rimunerazione unica, per contro, rappresenta un aiuto all'investimento che riduce le perdite per il titolare del progetto, senza però arrivare a coprire per intero i costi dell'impianto.

La possibilità di utilizzare un impianto fotovoltaico per il consumo proprio rende tale impianto parte del sistema energetico dell'edificio anche dal punto di vista finanziario. In questo caso, l'impianto non è destinato unicamente a immettere energia elettrica nella rete esterna, ma serve anche per alimentare consumatori interni quali pompe di calore, lavatrici ecc. L'installazione di un impianto fotovoltaico avviene di solito in occasione del rinnovo di un tetto, della sostituzione di un impianto di riscaldamento o dell'ampliamento di un edificio. È difficile determinare quale parte dei costi dell'impianto deve essere attribuita all'impianto stesso e quale ad altri elementi dell'edificio (isolamento termico, impermeabilizzazione, impalcatura per la costruzione ecc.).

Gli impianti che possono essere realizzati su un tetto già aperto o in fase di costruzione sono notevolmente meno costosi degli impianti da installare su un tetto già esistente, in cattivo stato e che deve essere risanato. Tuttavia, poiché il potenziale di miglioramento energetico maggiore risiede nel rinnovo del tetto, l'impianto di riferimento si basa su un impianto realizzato in tali condizioni iniziali.

A ciò si aggiunge il fatto che, in termini percentuali (in rapporto alla potenza), i piccoli impianti presentano costi notevolmente maggiori dei grandi impianti per quanto riguarda la pianificazione, il disbrigo delle formalità burocratiche e la messa in sicurezza del cantiere. Nei piccoli impianti, i costi dei moduli rappresentano a mala pena il 30 per cento del costo complessivo. Le riduzioni dei costi illustrate in relazione ai tassi di rimunerazione RIC (leggera riduzione dei prezzi dei moduli, minori costi del lavoro grazie a sistemi di montaggio più efficienti e a una migliore organizzazione del lavoro) non incidono in modo sensibile sui prezzi dei piccoli impianti.

Gli importi sono riportati nell'appendice 1.8 n. 3.1.

2.2 Gestione della lista d'attesa

2.2.1 Situazione iniziale

Tre interventi parlamentari (cfr. tabella 2) chiedono una gestione più flessibile della lista d'attesa RIC. L'interpellanza Favre e la mozione del Gruppo liberale radicale chiedono espressamente che i progetti pronti per essere realizzati siano trattati in via preferenziale o, rispettivamente, che venga emessa automaticamente una decisione positiva.