Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/60: Strategia Reti elettriche · 84 pagine

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guida, inoltre, almeno uno scenario deve approfondire un periodo di altri dieci anni, così che almeno uno degli scenari sviluppi un’ipotesi su vent’anni. Con questa procedura si intende consentire la collocazione in un ordine evolutivo sufficientemente lungo.

In virtù del capoverso 3, l’approvazione dello scenario di riferimento è di competenza del Consiglio federale tramite decreto (non impugnabile).

Ai sensi del capoverso 4, l’UFE riesamina e adatta lo scenario di riferimento ogni cinque anni. Con questa periodicità quinquennale, da un canto si tiene conto della necessità di ottenere una certa sicurezza pianificatoria; d’altro canto, le modifiche sostanziali delle condizioni dovrebbero confluire rapidamente nello scenario di riferimento, affinché costituisca sempre una base pianificatoria possibilmente realistica. Oltre a ciò, il principio del ritmo quinquennale tiene in considerazione i ritmi pianificatori usuali nel settore, relativi alla pianificazione della rete, degli investimenti e dei finanziamenti e crea un nesso con il monitoraggio contemplato dal messaggio concernente il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 (valutazione delle misure ogni cinque anni ai sensi dell’art. 61 cpv. 3 LEne)95.

In caso di sviluppi straordinari, il Consiglio federale può disporre di anticipare la verifica e l’adattamento dello scenario di riferimento. In tal caso, il nuovo periodo fino alla verifica (ordinaria) successiva decorre dal momento dell’adattamento anticipato.

Con il capoverso 5 e il riferimento esplicito all’obbligatorietà dello scenario di riferimento per le autorità si precisa, in particolare nei confronti dell’articolo 21 capoverso 2 LAEl, che le attività e le valutazioni della ElCom sono vincolate allo scenario di riferimento. In altri termini, lo scenario di riferimento deve essere posto alla base della pianificazione e successivamente non può più essere messo in discussione dalle autorità.

Articolo 9b Piani pluriennali

In virtù del capoverso 1, in base allo scenario di riferimento e in considerazione dell’ulteriore fabbisogno, i gestori di rete devono allestire i propri piani di sviluppo, i cosiddetti piani pluriennali. Per ulteriore fabbisogno si intendono i piani di rinnovo o di sostituzione e i progetti regionali per il collegamento di impianti di produzione o di consumatori finali non raffigurati nello scenario di riferimento. Nel quadro della pianificazione della rete, dalla quale risulterà infine il piano pluriennale, occorre contemplare le prescrizioni dello scenario di riferimento. Lo scenario di riferimento va considerato nel suo insieme; in altri termini, tutti gli scenari predefiniti devono confluire opportunamente nelle pianificazioni, ponendo l’accento sullo scenario guida (per quanto attiene alla determinazione del fabbisogno mediante piani pluriennali cfr. cifra 1.2.3.2).

L’aggiornamento dei piani pluriennali segue il ritmo di verifica e adattamento dello scenario di riferimento; in altri termini, l’aggiornamento avviene ogni cinque anni. I piani pluriennali devono essere sottoposti alla ElCom per la verifica entro un termine di nove mesi dall’approvazione da parte del Consiglio federale dello scenario di riferimento più recente. La ElCom valuta i piani pluriennali sottoposti

95 Messaggio concernente il primo pacchetto di misure della SE 2050, FF 2013 6489, qui 6621.