Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/123: Iv. pa. 15.430 s CAPTE-CS. Soppressione delle priorità nella rete di trasporto transfrontaliera · 11 pagine

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fosse prodotta in Italia e pertanto non è soggetta a limitazioni di natura fiscale e politico-commerciale (Boll. Uff. CS 2006, p. 847).

2.3 Possibili conseguenze in caso di concreta concessione delle priorità

Sebbene l’ulteriore concessione di priorità per contratti a lungo termine sia controversa dal punto di vista politico, dal punto di vista operativo non presenta difficoltà. Le procedure necessarie sono stabilite e armonizzate a livello internazionale. La prosecuzione di questa normativa è parte dei negoziati con l’UE per un accordo sull’energia.

Il potenziale fabbisogno di forniture per consumatori finali con servizio universale supera la capacità transfrontaliera disponibile in particolare nel semestre invernale, quando l’energia è scarsa e i prezzi all’ingrosso in Francia e in Germania sono inferiori rispetto alla Svizzera. Il fabbisogno annuale di elettricità della Svizzera (escludendo i trasporti pubblici) ammonta a circa 55 teravattore (TWh). Di questi circa la metà, ossia 27,5 TWh, è destinata ai consumatori finali. Se tale energia potesse essere importata ininterrottamente per tutto l’anno, sarebbe necessaria una priorità di 3000 Megawatt (MW), ossia 27,5 TWh / 8760 h = 3082 MW. Se si aggiungono ancora i circa 2500 MW e le priorità per le forniture di energia prodotta da fonti rinnovabili, la capacità disponibile supera i circa 4500 MW al confine nord della Svizzera. Se risultassero operative anche le priorità per le forniture di energia destinata ai consumatori finali con servizio universale e prodotte da fonti rinnovabili occorrerebbe adottare obbligatoriamente misure supplementari per garantire la stabilità della rete.

Una plausibile misura supplementare sarebbe la vendita anticipata all’asta di capacità per le priorità destinate ai consumatori finali con servizio universale o per le forniture da fonti rinnovabili, il che comporta una procedura complicata con vendite all’asta sequenziali. In una prima fase le capacità per le priorità sarebbero vendute all’asta e solo in un secondo momento le eventuali restanti capacità sarebbero vendute sul mercato. Inoltre la concessione di capacità transfrontaliera richiede il consenso dei gestori della rete di trasporto limitrofi. È altamente improbabile che i gestori della rete di trasporto esteri approvino una simile procedura sequenziale in quanto già la posizione prioritaria dei contratti a lungo termine è controversa e ulteriori priorità potrebbero superare definitivamente il limite di tolleranza. Tutt’al più si potrebbe decidere d’accordo con gli Stati vicini che la capacità disponibile venga ripartita tra la Svizzera e i Paesi limitrofi, il che tuttavia causerebbe una supplementare penuria dell’offerta dunque prezzi più elevati.

Come misura alternativa sarebbe concepibile la riduzione pro rata delle priorità per le forniture a consumatori finali con servizio universale e di energia prodotta da fonti rinnovabili, se la capacità non è sufficiente per tutti i progetti annunciati. Una procedura analoga è applicata già oggi per i contratti a lungo termine; tuttavia anche in questo caso si presume che i gestori della rete di trasporto estera non acconsentirebbero.

Dal punto di vista operativo, le vendite all’asta vengono svolte in tempi brevi. Non è certo se per una vendita all’asta sequenziale o una riduzione pro rata sarebbe disponibile un adeguato lasso di tempo e se tali misure potrebbero essere attuate dal