Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/123: Iv. pa. 15.430 s CAPTE-CS. Soppressione delle priorità nella rete di trasporto transfrontaliera · 11 pagine

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lungo termine e dunque di posizioni prioritarie. Le norme che regolano la priorità non sono tuttavia state adottate per migliorare la competitività delle aziende locali, bensì per garantire la sicurezza degli investimenti e dell’approvvigionamento.

Viste le ripercussioni negative delle misure necessarie per garantire la stabilità della rete riportati al n. 2.3, in ultima analisi la soppressione delle priorità sarebbe anche nell’interesse dei consumatori finali con servizio universale.

2.4.3 Energie rinnovabili

Nel commercio di energia elettrica non si fa alcuna differenza tra fonte di energia rinnovabile e fonte di energia non rinnovabile. Al di fuori delle borse dell’energia elettrica e delle procedure in caso di congestione, il plusvalore ecologico dell’energia rinnovabile può continuare ad essere negoziato tramite certificati anche in caso di soppressione delle priorità. Le energie rinnovabili possono pertanto essere incentivate nella rete di trasporto transfrontaliera anche senza questi privilegi.

Le posizioni prioritarie in base a trattati per forniture di corrente elettrica da impianti di confine sono già state concesse a Germania, Francia e Italia. Per l’import ed export di energia idrica da impianti al confine con la Germania, la società nazionale di rete Swissgrid non concede più posizioni prioritarie dall’inizio del 2015, poiché i gestori di rete tedeschi TransnetBW GmbH e Amprion GmbH hanno denunciato l’accordo comune di cooperazione. Attualmente anche la liceità del modo di procedere di Swissgrid deve essere valutata nel quadro di procedimenti giudiziari ancora in sospeso. Una priorità generalizzata per l’energia proveniente da fonti rinnovabili risulterebbe lucrativa soprattutto nell’esportazione verso l’Italia. La sua soppressione comporta in teoria per i produttori di energia rinnovabile lo svantaggio di non poter utilizzare eventuali altre posizioni prioritarie previste dalla legge, anche se continuano a sostenere i costi per aste. Questo in teoria, dato che i produttori di energia rinnovabile producono con gli impianti in Svizzera energia soprattutto per i consumatori finali nel Paese e le esportazioni di ampio respiro nello spazio unionale non sono possibili dal 2012. Fino a questa data l’Italia equiparava la garanzia di origine svizzera a quella italiana. Da quel momento questa prassi è stata abbandonata.

Dato che inoltre la priorità per importazioni provenienti dalla produzione di energia rinnovabile riduce la competitività della produzione di energia rinnovabile in Svizzera, in un’ottica aziendale i produttori che hanno impianti in Svizzera non dovrebbero essere interessati a posizioni prioritarie. Produttori con impianti all’estero hanno lo svantaggio che a causa della soppressione perdono l’eventuale vantaggio concorrenziale nei confronti di altre importazioni o il margine supplementare nei confronti dei produttori svizzeri. Tuttavia è necessario tener conto anche del fatto che queste posizioni prioritarie possono comportare falsi incentivi. Nell’acquisto di energia non si tiene conto dei congestionamenti della rete se non esiste un incentivo economico. Se questi falsi incentivi portano ad importazioni in grande stile e a sovraccarichi di rete, è necessario prendere misure quali aste sequenziali o tagli pro rata, neutralizzando così il vantaggio delle posizioni di priorità.