Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 168 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 66Fedlex · Rapporto esplicativo

Per poter sfruttare il potenziale insito nel ruolo centrale dei medici curanti occorre garantire il flusso d’informazioni tra questi ultimi e l’AI. Per questo vi sono attualmente le basi legali seguenti:

- La normativa vigente sul segreto professionale fa sì che i medici non possono rivelare informazioni a terzi, tant’è che la violazione di questo segreto è punita in virtù dell’articolo 321 del Codice penale (CP)61. Secondo la legge federale del 19 giugno 199262 sulla protezione dei dati (LPD), nello scambio d’informazioni tra medici curanti e uffici AI occorre rispettare i principi della protezione della personalità e dei diritti fondamentali.

- Giusta l’articolo 6a LAI, con la richiesta di prestazioni l’assicurato autorizza tra l’altro i medici a fornire all’AI tutte le informazioni necessarie al trattamento del caso. I medici sono quindi tenuti a fornire queste informazioni.

- Secondo l’articolo 76 capoverso 1 lettera g OAI, dal 1° gennaio 2012 l’AI notifica le proprie decisioni solo ai medici e ai centri medici d’accertamento che hanno steso una perizia. Prima di quella data notificava le proprie decisioni anche ai medici che avevano stilato un rapporto medico.

Sfruttamento del potenziale di miglioramento della comprensione reciproca

La comprensione reciproca e la collaborazione tra medici e uffici AI possono tuttavia risultare compromesse a causa della diversità dei ruoli e di aspettative divergenti: in particolare i medici di famiglia tendono a concentrarsi sulle limitazioni dovute alle condizioni di salute, mentre l’AI, in una prospettiva più ampia, deve tenere conto anche delle risorse residue spendibili sul mercato del lavoro. Il potenziale di miglioramento è dimostrato concretamente dal fatto che solo il 9 per cento delle comunicazioni (circa 1100) nell’ambito del rilevamento tempestivo è effettuato da un medico. Anche da uno studio pubblicato di recente emerge la necessità d’intervento nella comunicazione tra uffici AI e medici63. La maggiore focalizzazione dell’AI sull’integrazione e i casi spesso molto complessi di assicurati affetti da malattie psichiche fanno aumentare la necessità di scambiare dati tra l’assicurazione e gli esperti medici. La collaborazione con i medici curanti dovrà essere migliorata con le misure esposte qui di seguito.

Comunicazione di dati appropriati

Gli uffici AI devono avere la possibilità di trasmettere ai medici curanti informazioni e documenti pertinenti, da un lato per ottenere da loro un parere su quale provvedimento d’integrazione sia adatto a un caso specifico, dall’altro per poter comunicare le proprie decisioni e far vedere ai medici curanti le ripercussioni del loro operato. Successivamente il coinvolgimento del medico dovrebbe aiutare a convincere l’assicurato dell’appropriatezza del provvedimento scelto e garantire la massima motivazione del medesimo.

61 RS 311.0

62 RS 235.1

63 Christian Bolliger, Marius Féraud, Zusammenarbeit zwischen IV-Stelle und behandelndem Arzt: Formen, Instrumente und Einschätzungen der Akteure, 2015, PR-AI, rapporto di ricerca n. 5/15, disponibile in tedesco con riassunto in italiano all’indirizzo Internet www.ufas.admin.ch > Indicazioni pratiche > Ricerca > Rapporti di ricerca > Invalidità / Handicap.