Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine

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Cantoni

La stragrande maggioranza dei Cantoni approva l’introduzione di questo strumento. AG, ad esempio, sostiene che un buon coordinamento tra gli attori e una buona integrazione nell’attuale offerta di servizi di consulenza, accompagnamento, sostegno e aiuto è determinante per il risultato. UR pensa che invece degli organi cantonali dovrebbero essere le direzioni delle scuole a segnalare i casi, dato che conoscono meglio di chiunque altro i loro allievi. I Cantoni favorevoli si esprimono in vario modo anche sull’età a partire dalla quale la segnalazione deve essere possibile. AG auspica, alla luce delle esperienze cantonali, che l’età di riferimento sia fissata a 14 anni, mentre OW propone i 12 anni compiuti, poiché con la scolarizzazione precoce «vi sono già ragazzi più giovani che frequentano il penultimo anno del livello secondario I». FR considera fondamentale distinguere anomalie e problemi dovuti a malattia da quelli legati alla pubertà: «Occorrerà essere particolarmente attenti a distinguere tra limitazioni dovute a ragioni di salute e fattori estranei all’invalidità, distinzione ancora più delicata a causa del fatto che si tratta di giovani in età puberale».

I Cantoni piuttosto contrari alla misura (SZ, ZG e SG) o fondamentalmente contrari (GE) sostengono che l’estensione dell’ambito di competenza dell’AI non dovrebbe raggiungere la scuola dell’obbligo, per non creare confusione nella ripartizione dei compiti tra Cantoni e Confederazione e rischiare di accentuare la medicalizzazione delle difficoltà scolastiche. Pertanto, un ulteriore miglioramento della collaborazione tra tutti gli attori interessati sarebbe sufficiente per garantire un sostegno adeguato ai giovani con problemi di salute. Al fine di delimitare chiaramente gli interessati si suggerisce (p. es. SZ) «di adottare il limite d’età di 16 anni di cui all’articolo 3 LAFam».

Partiti rappresentati nell’Assemblea federale

PBD, PPD e PS si sono espressi sul rilevamento tempestivo per i giovani e si dichiarano favorevoli. Riguardo ai giovani con disturbi psichici, il PBD sostiene che «prima vengono identificati e meglio possono essere aiutati». Il PS si chiede però anche se nell’ottica della prevenzione il limite di 13 anni compiuti non sia già troppo tardivo, dato che vi sono disturbi psichici che si manifestano molto presto, come dimostra il recente rapporto di uno studio commissionato dall’UFAS.

Associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna

L’ACS e l’UCS si pronunciano a favore dell’estensione del rilevamento tempestivo ai giovani, in quanto rafforzerebbe l’efficacia di strutture già esistenti come il Case Management Formazione Professionale (CM FP) e migliorerebbe le opportunità di normale inserimento professionale per i giovani. Al tempo stesso, l’UCS sottolinea anche che i suoi membri indicano espressamente che le misure proposte non devono condurre a una stigmatizzazione.

Associazioni mantello dell’economia

USI, USS, Travail.Suisse e Fédération Romande des Syndicats Patronaux approvano la misura, ritenendo che, specialmente nel caso dei giovani, prima si reagisce di fronte ai problemi psichici, meglio è.

L’USAM teme invece che con la prevista estensione a un nuovo gruppo target gli uffici AI possano essere oberati e pertanto apprezzerebbe che questa nuova misura venisse dapprima testata in alcuni di questi uffici nell’ambito di un progetto pilota.