Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/38: Revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) · 128 pagine
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giuridica, non da escludere a priori, potrebbe avere delle conseguenze economiche negative di ampia portata (e difficilmente quantificabili).
Oltre alla questione legata alla certezza del diritto, che concerne tutte le disposizioni in materia di elementi d’indirizzo, talvolta si pongono anche questioni di altra natura. In tale ambito, l’UFCOM delega a terzi alcuni compiti statali. Nel caso in cui, improvvisamente, questi terzi non potessero più svolgere i suddetti compiti interamente o nella misura richiesta, al momento non vi è alcuna base (legale) che obblighi altri attori a riprendere questi compiti. Con molta probabilità potrebbero verificarsi delle interruzioni a livello di gestione degli elementi di indirizzo, d’entità non trascurabile sul lungo periodo. Anche la funzione di gestore del registro per il dominio ccTLD .ch è delegata a terzi. Un’interruzione nella gestione degli indirizzi ch avrebbe già, sul breve periodo, notevoli ripercussioni a livello macroeconomico.
Per quanto concerne le disposizioni relative ai servizi di elenco, che si applicano al presente ambito, si riscontrano alcune lacune. Nell’ambito della raccolta di dati per i servizi d’elenco pubblici, i clienti non sanno chiaramente quali dati sottostanno al disciplinamento e quali dati possono essere impiegati a scopi puramente commerciali.
La revisione proposta per gli elementi d’indirizzo è giustificata innanzitutto dalla presenza di un interesse pubblico preponderante.
Dal Vertice mondiale sulla società dell’informazione (World Summit on the Information Society – WSIS, 2005), tenutosi a Ginevra nel 2003 e a Tunisi nel 2005, i governi di tutto il mondo hanno convenuto che i gruppi di interesse collaborassero congiuntamente, pur mantenendo i loro rispettivi ruoli, allo sviluppo della gestione delle principali risorse di Internet e alla definizione di norme generali concernenti Internet (governance di Internet). Fra i forum più importanti in questo settore figurano l’Internet Governance Forum (IGF) dell’ONU e il Dialogo europeo sulla Governance di Internet (EuroDIG), cui si affiancano esperti di più piccoli gruppi multilaterali, che si occupano delle questioni legate alla governance di Internet. Fra questi ultimi si annoverano per esempio la Commissione dell’ONU per la scienza e la tecnologia per lo sviluppo (UnCSTD) con sede a Ginevra, che dal VMSI si è aperta a tutti i gruppi di interesse.
Per quanto riguarda l’UFCOM sorgono i due seguenti problemi: da un lato, la sua partecipazione a progetti di collaborazione internazionale nell’ambito della governance di Internet non è disciplinata esplicitamente nella LTC; dall’altro, i processi multilaterali, che si svolgono in parte a Ginevra, sono finanziati quasi esclusivamente dai contributi volontari di tutti i gruppi di interesse, contrariamente a quanto avviene per le organizzazioni intergovernative, sovvenzionate in ampia misura dai loro membri. I singoli attori (governi, imprese, istituti tecnici, ecc.) versano generalmente contributi annui di importi a cinque e sei cifre, oppure forniscono prestazioni (materiali) per il controvalore corrispondente.
Obiettivi
In tale contesto, la revisione della LTC si propone di garantire la continuità dell’attuale disciplinamento, rivelatosi ampiamente efficace. Si tratta di assicurare la certezza del diritto e delle transazioni, onde evitare controversie dinnanzi alle autorità giudiziarie vertenti sul fatto che detto disciplinamento non poggia su una base legale formale sufficiente.