Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/38: Revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) · 128 pagine

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Coloro che intendono essere richiamati al numero di telefono indicato devono spedire al destinatario il numero corretto. Soltanto una parte delle persone che fanno pubblicità desidera essere richiamata.

Le chiamate pubblicitarie indesiderate costituiscono da anni una della principali fonti di fastidio per gli utenti di servizi di telecomunicazione. Il numero di richieste e reclami presentati dalla popolazione all’UFCOM è costantemente elevato. Negli anni 2012–2014, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha ricevuto un numero maggiore di reclami: 17 835, contro i 2107 nel 2012, i 4228 nel 2013 e i 11 500 nel 2014.

La punibilità del mancato rispetto dell’asterisco nell’elenco telefonico, introdotta nel 2012 nel quadro della revisione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl), ha sortito l’effetto desiderato soltanto presso i call center conformi alle disposizioni legali. I call center esteri inclini a violare le disposizioni legali non si lasciano dissuadere dalla disposizione della LCSl in questione, poiché in caso di violazione non possono essere efficacemente perseguiti. La SECO, che interviene su reclamo dei diretti interessati, viene spesso informata dall’autorità di perseguimento penale dell’impossibilità di localizzare l’origine della chiamata effettuata dall’estero o del fatto che l’assistenza internazionale per il perseguimento all’estero comporterebbe oneri sproporzionalmente elevati; sarebbe più efficace, come per il caso dello spamming, lottare direttamente contro questa pratica mediante misure tecniche quali l’adozione di filtri o processi di autoidentificazione.

Molte persone interessate non comprendono il motivo per cui, senza iscrizione nell’elenco, non possano beneficiare della protezione garantita dall’asterisco. Questa lacuna va colmata.

Sul fronte della protezione dei consumatori è necessario intervenire anche in un altro ambito: molti clienti si sentono troppo vincolati ai loro fornitori dalle offerte aggregate e preferirebbero usufruire di diversi servizi separatamente, facendo appello a diversi fornitori. Sulla base delle numerose richieste pervenute all’UFCOM risulta che a molti clienti disturba il fatto di dovere usufruire di servizi che non hanno richiesto e di dovere pagare per tali servizi di più rispetto a quanto avrebbero presumibilmente pagato per singoli servizi del pacchetto. Molti, per esempio, desiderano soltanto un collegamento Internet, per potere usufruire di offerte alternative (ad es. nel campo della telefonia VoIP o della Web-TV). Tuttavia, quasi tutte le offerte Internet dello stesso fornitore prevedono un’offerta TV di base. In tal caso, per un cliente che preferisce utilizzare soltanto la TV fruita attraverso il Web (Web-TV) sarebbe auspicabile che il prezzo dell’offerta Internet non comprenda alcuna offerta TV. Cambiare il fornitore del collegamento di rete può inoltre comportare oneri piuttosto elevati, per esempio a causa dei costi legati al passaggio (ad es. il tempo impiegato per la conversione, gli adeguamenti elettronici, ev. modifiche agli impianti domestici) o per il fatto che la disponibilità di offerte concorrenti paragonabili in quanto a prestazioni (ad es. velocità di Internet) sia limitata a livello locale. I FST, che commercializzano parte dei loro servizi in forma di pacchetti, limitano di fatto la libertà di scelta dei clienti di usufruire, per determinati servizi, di un’offerta concorrente probabilmente più rispondente ai loro bisogni.

Inoltre, la LTC non prevede al momento la protezione dei bambini e dei giovani. Il Consiglio federale non può introdurre disposizioni pertinenti nelle ordinanze che si fondano sulla LTC. Secondo lo studio JAMES (Willemse, I. et al. 2014), il 95 per cento dei giovani d’età compresa tra i 12 e i 19 anni dispone di uno smartphone e