Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/38: Revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) · 128 pagine
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In seguito agli adeguamenti d’ordinanza nel 2010, i consumatori vanno in certa misura informati delle conseguenze finanziarie e dei prezzi del roaming internazionale. I costi di informazione summenzionati hanno potuto essere in parte ridotti.
Rispetto alle tariffe praticate nei Paesi dell’UE limitrofi, i prezzi del roaming internazionale restano in media comunque elevati in Svizzera (da qualche anno, i prezzi al dettaglio del roaming internazionale nell’UE non devono superare i limiti massimi di prezzo prescritti dall’UE7). I grafici 3–6 di cui sotto mostrano l’andamento di diverse categorie di prezzo.
Dal 2009, i prezzi al dettaglio per le chiamate in uscita8 sono in media più elevati di un fattore 1,7 rispetto ai limiti massimi di prezzo dell’UE. Nell’ultimo trimestre del 2014, il fattore è salito a 1,8:
Legenda: Ausgehende Anrufe EU/EWR, Standardtarif Chiamate in uscita UE/SEE tariffa standard Ausgehende Anrufe EU/EWR, optionaler Tarif Chiamate in uscita UE/SEE tariffa opzionale Ausgehende Anrufe EU/EWR, Durchschnitt Chiamate in uscita UE/SEE media Preisobergrenze der EU für ausgehende Anrufe EU/EWR Limiti massimi di prezzo dell’UE per le chiamate in uscita UE/SEE Grafico 3: Andamento medio dei prezzi delle chiamate in uscita per i clienti svizzeri in uno Stato membro dell’UE e del SEE in rapporto ai limiti massimi di prezzo dell’UE, 2009 T1 – 2015 T1 (minuti fatturati), in EURO, esclusa IVA9 (fonte: UFCOM)
Dal 2009, i prezzi al dettaglio per le chiamate in entrata sono in media del fattore 2,9 più elevati rispetto ai limiti massimi di prezzo dell’UE. Nell’ultimo trimestre del 2014, il fattore è salito a 4,0:
7Secondo il regolamento (UE) n. 531/2012 e il regolamento (CE) n. 717/2007, i limiti
massimi di prezzo devono essere fissati in modo tale che, una volta dedotti i costi del mercato all’ingrosso (segnatamente i costi di collegamento e di terminazione delle chiamate; le spese di terminazione regolamentate costituiscono il valore indicativo) e del mercato al dettaglio (segnatamente parte dei costi di commercializzazione e le sovvenzioni di terminali), i fornitori dispongono di «un margine sufficiente per produrre un profitto ragionevole».
8Le categorie di prezzo sono descritte dettagliatamente nella legenda del grafico.
9In questo grafico e in quelli successivi, i prezzi sono indicati al tasso di cambio medio del
primo trimestre corrispondente. L’aumento di prezzo nel primo trimestre del 2015 è dettato dall’abbandono del tasso minimo dell’1,20 franchi per un euro nel gennaio del 2015.