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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 37 _____________________________________________________________________________________
un ruolo importante il Centro ginevrino di politica di sicurezza, il Centro per il controllo democratico delle forze armate, il Centro internazionale per lo sminamento a scopo umanitario nonché il Centro per gli studi di sicurezza del Politecnico federale di Zurigo. Sul piano politico, delegazioni di entrambe le Commissioni della politica di sicurezza del Parlamento partecipano regolarmente a eventi dell’Assemblea parlamentare della NATO per discutere di temi legati alla politica di sicurezza.
Il fulcro della collaborazione tra Svizzera e NATO al di fuori del Partenariato per la pace è la partecipazione dell’Esercito svizzero alla KFOR in Kosovo, la quale è condotta dalla NATO su mandato dell’ONU. Attualmente è impiegato un contingente di 235 militari svizzeri. Nel 2012 alla Svizzera è stato affidato un comando regionale responsabile di team d’osservazione.16 La partecipazione a questa missione di sostegno alla pace permette alla Svizzera di influire sull’ulteriore sviluppo della KFOR. In questo modo l’esercito può maturare esperienze operative.
Possibilità di una maggiore partecipazione della Svizzera
In linea di principio la riforma dei partenariati permetterebbe una maggiore collaborazione tra la Svizzera e la NATO. Da una prospettiva militare, il ritorno della NATO alla difesa collettiva può incrementare i benefici della collaborazione poiché in questo modo aumenta il numero dei temi comuni. Tutte le forme di collaborazione con la NATO devono conciliarsi con il diritto della neutralità e con considerazioni in materia di politica della neutralità. La Svizzera deve salvaguardare in particolare la capacità di svolgere impieghi difensivi senza l’aiuto di terzi e non può impegnarsi con altri Stati a fornire appoggio in caso di conflitto armato.
Continuare la collaborazione con la NATO è nell’interesse dell’Esercito svizzero: il più grande impegno dell’Esercito svizzero per il promovimento militare della pace è nel quadro di un’operazione condotta dalla NATO; inoltre, la collaborazione permette di rimanere al passo con gli sviluppi militari, di confrontarsi con altri eserciti e di approfittare delle conoscenze17 altrui. Tale acquisizione di conoscenze e la capacità in materia di collaborazione rafforzano la libertà d’azione della Svizzera.18
La Svizzera partecipa alla piattaforma per l’interoperabilità (Interoperability Platform). Ciò corrisponde ai bisogni dell’esercito. La Svizzera segue inoltre con attenzione gli sviluppi di diverse iniziative19 e valuta caso per caso l’eventuale partecipazione a grandi esercitazioni. Ogni partecipazione dipende dall’utilità concreta per l’esercito.
Nel 2014 è stato approvato il Framework Nations Concept: sotto la direzione di uno Stato più Paesi armonizzano e raggruppano le proprie capacità.
La Svizzera può avvalersi della NATO anche nell’ambito delle nuove sfide in materia di politica di sicurezza, in particolare per quanto riguarda la cyber sicurezza. La Svizzera ha potuto fornire
16 Joint Regional Detachment North; concerne la condotta di Liaison and Monitoring Team nel nord del Kosovo che fanno parte del sistema di preallarme allestito dalla KFOR per acquisire un quadro completo della situazione nonché per identificare tempestivamente e seguire eventuali tendenze negative. 17 Ad esempio negli ambiti «dottrina», «organizzazione», «istruzione», «materiale», «personale» e «prontezza». 18 Se, nonostante la neutralità, la Svizzera dovesse comunque essere oggetto di un attacco armato e la neutralità venisse quindi a cadere, in linea di principio l’esercito deve poter mantenere aperte entrambe le opzioni: difesa autonoma e collaborazione con altri Stati, sebbene quest’ultima presupponga l’interoperabilità. Ciò si applica anche – ed è maggiormente rilevante in situazioni ordinarie – alla partecipazione a impieghi nell’ambito del promovimento militare della pace. 19 Connected Forces Initiative, Smart Defence, Framework Mission Networking e Operational Capability Concept; nel caso di quest’ultimo le Forze aeree stanno valutano la partecipazione di singoli elementi poiché la metodica potrebbe essere impiegata per il controlling dell’istruzione.