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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 71 _____________________________________________________________________________________

dell’impiego, da blindati, granatieri carristi, fanteria, zappatori carristi e ulteriori specialisti. Le formazioni meccanizzate sono attualmente, e, per quanto prevedibile, continueranno ad essere anche in futuro il mezzo più appropriato per simili azioni. Soltanto esse dispongono di una forza di fuoco sufficiente nonché, soprattutto, della protezione e della mobilità necessarie per far fronte a tutte le minacce in un conflitto armato. Tuttavia, proprio nel quadro di impieghi in zone edificate le formazioni meccanizzate hanno spesso bisogno della protezione della fanteria, poiché l’avversario può muoversi rapidamente e al coperto, avvicinarsi a veicoli blindati e, da posizioni coperte, impiegare armi a corta distanza (per es. armi anticarro e trappole esplosive). L’appoggio di fuoco indiretto terra-terra (artiglieria) è tuttora necessario per contrastare un attacco armato. Se non fosse possibile rispondere al fuoco nemico anche su lunghe distanze e ostacolare le attività di combattimento delle forze nemiche, le proprie truppe avrebbero poche possibilità di essere impiegate con successo. Va tuttavia precisato che in zone edificate la priorità è data all’impiego del fuoco di precisione contro singoli obiettivi puntuali; il ricorso al tiro falciante è un’opzione soltanto ancora se non comporta possibili danni sproporzionati per le persone, il materiale e le infrastrutture vicini all’obiettivo.

In caso di risposta a un attacco armato, la difesa aerea è il compito centrale delle Forze aeree. Senza la protezione dello spazio aereo, le azioni militari al suolo e nell’aria potrebbero essere svolte con successo al massimo soltanto in casi eccezionali. Le Forze aeree devono essere in grado sia di combattere obiettivi attaccanti in volo (difesa aerea difensiva) sia di attaccare le forze aeree nemiche nel loro spazio aereo (difesa aerea offensiva). Per le azioni offensive sono impiegati, oltre a velivoli da combattimento, anche forze speciali al suolo. Per la difesa aerea difensiva sono impiegati velivoli e sistemi DCA. In entrambi i casi i velivoli da combattimento nemici sono combattuti mediante missili a lunga gittata. Una parte dei sistemi DCA deve poter contrastare anche missili da crociera in avvicinamento, missili e drone. È previsto che le Forze aeree ricostituiscano le capacità di ricognizione e di appoggio a favore delle truppe terrestri mediante velivoli da combattimento.

La Svizzera non dispone attualmente di mezzi efficaci per combattere missili e missili balistici di gittata da media a intercontinentale. La protezione autonoma dell’intero Paese da simili armi non sarebbe possibile neppure con ingenti spese. Se volesse migliorare la propria protezione attiva da attacchi missilistici extraeuropei, la Svizzera dovrebbe chiedere l’appoggio della NATO. La partecipazione a un sistema integrato di difesa della NATO equivarrebbe di fatto a un’adesione a un’alleanza, poiché, a causa dei brevi tempi di preallarme, la competenza per l’avvio di misure difensive dovrebbe essere precedentemente delegata, ciò che non sarebbe compatibile con gli obblighi di neutralità.

Anche in caso di attacco armato, i mezzi della protezione della popolazione svolgono un ruolo importante per l’esercizio degli impianti di protezione, delle ubicazioni di condotta protette e dei rifugi pubblici nonché per le misure di appoggio, assistenza e approvvigionamento a favore della popolazione. La protezione civile è in grado di fornire prestazioni logistiche e di contribuire alla concretizzazione di misure di razionamento volte a superare le difficoltà di approvvigionamento. La protezione dei beni culturali assicura che i beni culturali minacciati siano oggetto di misure di protezione, di sicurezza e di rafforzamento.

Le possibilità diplomatiche della politica estera devono continuare ad essere in ogni caso sfruttate anche di fronte a un’immediata minaccia di conflitto militare per il Paese o dopo lo scoppio di un conflitto armato. In tali casi si tratterebbe di prevenire per quanto possibile un simile conflitto o, a conflitto avviato, di instaurare eventuali negoziati con attori direttamente coinvolti oppure con parti terze (per es. per ricercarne il sostegno).

A livello di politica economica è necessario tentare di attenuare, per mezzo dell’approvvigionamento economico del Paese, le conseguenze di perturbazioni o interruzioni dell’approvvigionamento di elevata gravità o di lunga durata.