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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 74 _____________________________________________________________________________________
con l’UE è stata intensificata nel quadro della concretizzazione dell’accordo d’associazione alla normativa di Schengen. In questo ambito il sistema d’informazione di Schengen si è rivelato un efficiente strumento per mandati di ricerca estesi a tutta l’Europa. Dal 2006 la Svizzera è anche partner dell’Ufficio europeo di polizia Europol. Infine, gli accordi bilaterali di polizia stipulati con gli Stati limitrofi, la rete di addetti di polizia svizzeri e i due Centri comuni di cooperazione di polizia e doganale istituiti con l’Italia e la Francia rendono possibile una stretta cooperazione quotidiana a livello bilaterale. Sono in agenda un adeguamento alla situazione attuale e un’ulteriore estensione della cooperazione internazionale di polizia: a livello di UE sono prioritari per la Svizzera l’associazione alle decisioni di Prüm e l’accesso delle autorità di perseguimento penale svizzere alla banca dati Eurodac. La cooperazione sulla base delle decisioni di Prüm concerne in primo luogo la semplificazione del confronto con l’estero delle impronte digitali, dei profili del DNA e dei dati relativi ai detentori di veicoli. L’accesso alla banca dati Eurodac consentirebbe alle autorità di perseguimento penale svizzere di verificare se un soggetto ha già depositato una domanda d’asilo o è stato fermato in occasione di un tentativo di immigrazione illegale.
Mediante controlli alle frontiere o nelle aree di confine, l’amministrazione delle dogane può, sulla base di indicazioni concrete, ricercare soggetti ed eventualmente trattenerli in via provvisoria a favore delle autorità di perseguimento penale competenti. La refurtiva, oggetti riconducibili a delitti oppure contanti rinvenuti nel corso dei controlli sono sequestrati e trasmessi alle autorità di perseguimento penale competenti. I controlli del traffico transfrontaliero delle merci ostacolano la criminalità organizzata e il contrabbando di merci a scopo di lucro e organizzato. Ciò vale segnatamente per merci su cui gravano elevati tributi o di elevato valore, ma l’amministrazione delle dogane blocca anche merci vietate quali stupefacenti e armi. Mediante il controllo degli spostamenti di persone attraverso le frontiere, l’amministrazione delle dogane contrasta la criminalità organizzata in particolare per quanto concerne il traffico di migranti e le reti di passatori, fermando sospetti passatori e le loro vittime. In tutti i settori menzionati l’amministrazione delle dogane presta anche assistenza amministrativa e giudiziaria nel quadro della cooperazione internazionale.
L’esercito può appoggiare in via sussidiaria la polizia e il Corpo delle guardie di confine soprattutto nella lotta alla criminalità transfrontaliera, ad esempio mediante l’impiego di mezzi di ricognizione aerea, contribuendo alla sorveglianza delle acque confinarie oppure, a livello di effettivi, mettendo a disposizione agenti della polizia militare.
4.5 Perturbazioni dell’approvvigionamento
Prevenzione
L’elemento centrale della prevenzione delle perturbazioni dell’approvvigionamento è costituito dall’«approvvigionamento economico del Paese» in quanto componente della politica economica. I settori critici sono individuati in stretta collaborazione con l’economia e le misure eventualmente necessarie sono adottate assieme al ramo economico interessato, affinché carenze o interruzioni dell’approvvigionamento a livello di beni e servizi di importanza vitale possano essere gestite per quanto possibile rapidamente e anche per lunghi periodi. La costituzione di scorte svolge tuttora un ruolo di rilievo, anche se non nella stessa misura come nel periodo della Guerra fredda. Nell’odierna economia mondiale, caratterizzata da un elevato grado di interconnessione, sono sempre più importanti accordi internazionali tesi a garantire l’approvvigionamento in beni e servizi di importanza vitale e ad assicurare la collaborazione, nel settore dell’approvvigionamento, tra aziende attive a livello nazionale e internazionale.
I canali della politica estera possono essere utilizzati per negoziati volti a prevenire o contrastare perturbazioni dell’approvvigionamento, ad esempio in presenza di un incombente conflitto con ripercussioni anche per l’approvvigionamento della Svizzera con beni sensibili.