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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 77 _____________________________________________________________________________________

Le persone che prestano servizio civile che dispongono di conoscenze specifiche sono impiegate nella prevenzione delle catastrofi e delle situazioni d’emergenza, ad esempio nell’elaborazione di piani d’emergenza e di carte dei pericoli a livello di Confederazione e di Cantoni.

Gestione

La protezione della popolazione è orientata alla gestione di catastrofi e situazioni d’emergenza ed è pertanto lo strumento d’intervento primario in questo ambito. Gli impieghi sono diretti e coordinati dagli organi di condotta cantonali, regionali e comunali e dalle forze d’intervento in loco. Quest’ultime coordinano anche gli impieghi delle organizzazioni partner (polizia, pompieri, sanità pubblica, servizi tecnici, protezione civile). La popolazione è allarmata con l’apposito sistema d’allarme (Polyalert e sirene); le informazioni e le istruzioni di comportamento sono comunicate via radio. In futuro l’allarme e l’informazione saranno possibili anche tramite telefoni cellulari e ulteriori canali. Lo strumento principale per incrementare la capacità di resistenza delle organizzazioni partner è la protezione civile, che appoggia gli organi di condotta, fornisce assistenza alla popolazione colpita dall’evento o evacuata, protegge i beni culturali, svolge operazioni di localizzazione e salvataggio, provvede a limitare i danni e esegue lavori di ripristino. A seconda dell’entità dell’evento è necessaria una stretta cooperazione con gli organismi della Confederazione, in particolare con lo Stato maggiore federale NBCN e la Centrale nazionale d’allarme nonché ulteriori organizzazioni (per es. esercito, Croce Rossa Svizzera). La Confederazione mette inoltre a disposizione dei Cantoni mezzi specializzati: nel settore NBC, per esempio, le competenze del Laboratorio Spiez e la squadra d’intervento del DDPS. In occasione di situazioni d’emergenza nel settore dell’asilo, in futuro la protezione civile sarà maggiormente chiamata ad assumere compiti di assistenza.

La polizia assume due ruoli nella gestione delle catastrofi e delle situazioni d’emergenza. Da un lato adempie autonomamente il suo compito principale (assicurare la tranquillità e l’ordine), dall’altro è impiegata come componente della protezione della popolazione congiuntamente ai pompieri, alla sanità pubblica, ai servizi tecnici e alla protezione civile.

L’esercito appoggia le autorità civili in caso di catastrofe o situazione d’emergenza di notevole entità. L’aiuto militare in caso di catastrofe comprende la consulenza a favore degli organi di condotta civili, la messa a disposizione di materiale e installazioni nonché l’impiego di truppe per la localizzazione, il salvataggio, l’evacuazione, la lotta antincendio, il superamento di ostacoli e di acque, la protezione dalle acque, il mantenimento dell’agibilità delle vie di comunicazione e la decontaminazione. Per mezzo dei suoi sensori (per es. ricognizione aerea) l’esercito può fornire contributi all’allestimento del quadro della situazione. Mediante il servizio sanitario, l’esercito può appoggiare la sanità pubblica se deve essere assistito un numero elevato di pazienti. La Farmacia dell’esercito può inoltre contribuire a garantire l’approvvigionamento d’urgenza della popolazione con medicamenti e altri prodotti farmaceutici40. L’esercito può inoltre appoggiare le autorità civili con una rete di comunicazione sicura e a prova di crisi. In caso di catastrofe assumono un’importanza particolare l’allarme e l’informazione della popolazione, per i quali è possibile ricorrere anche a sistemi radio fissi e mobili dell’esercito. Per gli impieghi di aiuto può risultare necessario allestire contemporaneamente un dispositivo di sicurezza. L’aiuto militare in caso di catastrofe può infine essere prestato anche in zone limitrofe di un Paese confinante oppure in una qualsiasi parte del globo quale componente dell’aiuto umanitario. L’esercito mette a disposizione della catena di salvataggio soprattutto specialisti del salvataggio e, in caso di necessità, mezzi di trasporto aereo militare.

40 Per contro, l’esercito non ha più il compito di assistere i profughi. Le formazioni d’assistenza istituite a tal fine sono state sciolte nel quadro della riforma Esercito XXI. Da allora tale compito è assunto dalla protezione della popolazione.