Progetto

Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

Fedlex · Progetto · Pagina 86Fedlex · Progetto

Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 86 _____________________________________________________________________________________

condotta unitaria degli impieghi, della rappresentazione della situazione e dei casi nonché dell’informazione e della comunicazione. Nello Stato maggiore di condotta della polizia sono rappresentati i concordati di polizia della Svizzera e i corpi della polizia cantonale del Cantone di Zurigo e del Cantone Ticino nonché fedpol, cui è affidata la competenza per gli incarichi di polizia della Confederazione, segnatamente le ricerche nazionali e internazionali e la cooperazione internazionale in materia di polizia. Con l’istituzione dello Stato maggiore di condotta della polizia è stata colmata una lacuna nella condotta della polizia in caso di impieghi intercantonali e, a medio termine, si prevede di trasformare questo stato maggiore in una struttura permanente.

Per quanto riguarda l’aiuto in caso di catastrofe e l’aiuto in situazioni d’emergenza, di principio si ricorre all’aiuto reciproco; in parte esistono anche accordi regionali. La gestione di eventi catastrofici passati ha mostrato che le forze di condotta e d’intervento dei Cantoni, in particolare i pompieri e la protezione civile, sono in grado di appoggiarsi reciprocamente con rapidità, in maniera efficace e non burocratica e per un lungo periodo.

5.3 Collaborazione Confederazione-Cantoni

Il federalismo riveste una grande importanza anche nell’ambito della politica di sicurezza. Diversi strumenti fondamentali di quest’ultima sono principalmente, se non esclusivamente, di competenza dei Cantoni e dei Comuni, in particolare la polizia e i pompieri. In seguito a questa ripartizione delle competenze, per garantire una politica di sicurezza globale sono indispensabili una consultazione e un coordinamento pressoché permanenti tra i vari livelli statali e i diversi settori specialistici. Questo aspetto federalistico della politica di sicurezza svizzera e in particolare la sua attuazione risultano onerosi, ma consentono di adottare decisioni fondate su un ampio consenso e rafforzano la resilienza, visto che un sistema decentralizzato sarebbe più difficile da bloccare rispetto ai sistemi centralizzati.

Questa collaborazione rappresenta ormai da decenni una prassi consolidata, come testimonia per esempio l’appoggio sussidiario fornito ripetutamente dall’esercito alla polizia per gestire i sovraccarichi di lavoro, ma può essere ulteriormente migliorata.

Rete integrata Svizzera per la sicurezza

Nel Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera 2010 era stata delineata una Rete integrata Svizzera per la sicurezza, che nel frattempo è stata realizzata, valutata e adeguata in base ai risultati della valutazione.

La Rete integrata Svizzera per la sicurezza comprende di principio tutti gli strumenti della politica di sicurezza della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni e i suoi organi servono a garantire la consultazione e il coordinamento necessari per le decisioni, i mezzi e le misure della Confederazione e dei Cantoni volti a far fronte alle sfide comuni in materia di politica di sicurezza. Per questo l’accento viene posto sulla sicurezza interna, che richiede un maggior coordinamento rispetto alla sicurezza esterna, che rientra nella sfera di competenza della Confederazione. Gli organi della Rete integrata Svizzera svolgono soprattutto un ruolo di mediazione quando il coordinamento a livello di linea gerarchica non funziona in modo soddisfacente o nel caso in cui non esistano adeguati canali di coordinamento.

La Rete integrata Svizzera per la sicurezza comprende due organi, un delegato della Confederazione e dei Cantoni con un segretariato49.

49 Questi organi hanno una composizione paritetica e anche i costi del segretariato sono ripartiti in parti uguali.