Rapporto esplicativo
Consultazione 2016/49: Proroga e modifica dell'ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico · 15 pagine
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Inoltre, i controlli effettuati dalle commissioni tripartite cantonali dopo l’ultima proroga del 1° gennaio 2014 hanno evidenziato che su 1000 impiegati nelle economie domestiche private 100 datori di lavoro e 127 lavoratori avevano violato le disposizioni salariali. Nel periodo in esame il tasso di infrazioni ammontava quindi al 13 per cento, mentre l’anno scorso era dell’11 per cento per le persone e del 12 per cento nelle aziende.
L’assenza di una regolamentazione vincolante sulla durata massima del lavoro e sul riposo nell’economia domestica privata è un altro fattore di pressione sui salari. La mancanza di orari vincolanti e l’esistenza di tempi di presenza lunghi (servizio di guardia) spesso riscontrabili nel settore possono ripercuotersi negativamente sui salari in quanto il salario versato è basso in proporzione alle ore attive e passive trascorse nell’economia domestica.
Il rapporto del Consiglio federale del 29 aprile 2015 in adempimento del postulato Schmid-Federer propone diverse soluzioni per regolamentare gli orari di lavoro. Tuttavia, prima di pronunciarsi in favore di una di queste soluzioni di fronte al Parlamento, il Consiglio federale intende svolgere una valutazione delle spese di regolamentazione. Il rischio di abusi legato alla mancanza di una regolamentazione sulla durata massima del lavoro potrebbe essere contenuto grazie ai salari minimi. Tuttavia, l’introduzione di una regolamentazione sulla protezione della salute dei lavoratori domestici privati non implica automaticamente la scomparsa di abusi sul fronte dei salari. Per questo sarà necessario continuare a svolgere i controlli nel quadro delle misure collaterali.
Data la situazione la TC della Confederazione ritiene che vi siano le condizioni per una proroga: da un lato sono state riscontrate ripetute violazioni dei salari minimi e, dall’altro, a causa della forte domanda di personale assistenziale straniero nelle economie domestiche private è probabile che il mancato rinnovo del CNL faccia aumentare la pressione sui salari e il rischio di abusi. Pertanto, in questo settore è opportuno continuare a combattere gli abusi tramite salari minimi vincolanti.
Come nel 2014 il CNL deve essere prorogato di altri tre anni, ovvero fino al 31 dicembre 2019.
3.4 Adeguamento dei salari minimi nel CNL per il personale domestico
Nell’ambito della richiesta di proroga del CNL per il personale domestico si pone la questione dell’eventuale adeguamento dei salari minimi.
In occasione dell’emanazione del CNL per il personale domestico si era rinunciato a introdurre un’indicizzazione dei salari minimi poiché la CT della Confederazione doveva riesaminare la situazione sul mercato del lavoro nell’economia domestica prima di un eventuale adeguamento dei salari. Il capoverso 2 dell’articolo 360a CO stabilisce che i salari minimi non possono pregiudicare gli interessi generali né gli interessi legittimi di altre cerchie della popolazione o di altri rami.
Al momento di stabilire l’importo dei salari i datori di lavoro avevano chiesto di tener conto dei loro interessi in rami analoghi del settore dei servizi. I salari minimi non dovrebbero essere in concorrenza, ossia superiori ai salari previsti nei contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale. I salari del CNL sono stati determinati sulla base dei salari minimi nei rami dotati di un CCL di obbligatorietà generale (ad es. settore delle pulizie nonché dell’industria alberghiera e della ristorazione) e dei salari nei rami dei servizi provvisti di CCL a cui non è stato conferito il carattere obbligatorio generale. Sono inoltre stati presi in considerazione i CNL cantonali che contenevano disposizioni o raccomandazioni in materia di salari per il personale domestico. Il principio della tutela degli interessi legittimi di altri rami è stato rispettato anche in occasione del