Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/43: 13.407 n Iv.pa. Reynard. Lottare contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale · 17 pagine
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Sintesi della consultazione 13.407
N. riferimento: COO.2180.104.7.111597 / 462/2016/00012
1 Introduzione
L’iniziativa parlamentare Reynard 13.407 «Lottare contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale» chiede di inserire la discriminazione basata sull’orientamento sessuale tra i comportamenti perseguiti dall’articolo 261bisdel Codice penale (CP). Il 21 febbraio 2014 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) ha deciso di darvi seguito. In seguito al rifiuto della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) del 3 luglio 2014 di approvare tale decisione, il 13 novembre 2014 la CAG-N ha proposto al Consiglio nazionale di dare seguito all’iniziativa, cosa che quest’ultimo ha poi fatto l’11 marzo 2015. La CAG-S si è allineata a questa decisione il 23 aprile 2015. Il 17 marzo 2017 il Consiglio nazionale ha prorogato fino alla sessione primaverile 2019 il termine per trattare l’iniziativa.
Convinta che, al pari delle persone omosessuali o bisessuali, anche le persone transessuali o intersessuali sono sovente vittime di crimini dettati dall’odio e di discriminazioni, la CAG-N ha deciso di elaborare un avamprogetto che, spingendosi oltre quanto richiesto dall’iniziativa, completa l’articolo 261bis CP aggiungendovi non soltanto il criterio dell’«orientamento sessuale» (eterosessualità, omosessualità, bisessualità) ma anche quello dell’«identità di genere» (transessualità e intersessualità).
La procedura di consultazione è durata dal 16 giugno al 9 ottobre 2017.
Sono stati invitati a parteciparvi i Cantoni, la Conferenza dei Governi cantonali, i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, associazioni mantello nazionali dei Comuni delle città e delle regioni di montagna, le associazioni mantello nazionali dell’economia, le Università aventi una facoltà di diritto e altre 23 organizzazioni e istituzioni interessate dall’avamprogetto.
Si sono espressi 45 destinatari, di cui 3 per rinunciare esplicitamente a un parere materiale (Unione svizzera degli imprenditori, Associazione dei Comuni Svizzeri, ASM). Le altre risposte ricevute sono:
22 pareri dei Cantoni: AG, AR, BE, BL, BS, FR, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, SZ, TG, TI, VD, ZG, ZH;
6 pareri di partiti: Partito borghese democratico (PBD), I liberali radicali (PLR), Partito socialista svizzero (PSS), Partito ecologista svizzero (PES), Partito verde liberale (PVL), Unione democratica di centro (UDC);
1 parere di un’associazione mantello dei Comuni delle città e delle regioni di montagna: Unione delle città svizzere (UCS);
3 pareri di associazioni mantello dell’economia: Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), Travail.Suisse, Unione sindacale svizzera (USS);
10 pareri di altre organizzazioni e istituzioni: Amnesty International, Centre patronal (CP), Conferenza dei procuratori della Svizzera (CPS), Giuristi e Giuriste Democratici Svizzeri (GDS), Milchjugend, Organizzazione svizzera delle lesbiche (LOS), Pink Cross, Transgender Network Switzerland (TGNS), Université de Lausanne (UNIL), Zwischengeschlecht.org.
20 altre organizzazioni, istituzioni e persone interessate hanno presentato spontaneamente un parere: Ministero pubblico della Confederazione (MPC), Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG), Commissione federale per la salute sessuale (CFSS), Conferenza svizzera delle delegate alla parità fra donne e uomini (CSP), Aiuto Aids Svizzero, Business & professional women Switzerland (BPW), Conseil suisse des activités de jeunesse (FSAG), Giuriste svizzere, humanrights.ch, Freikirchen.ch, «Freundinnen, Freunde, Eltern