Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/53: Approvazione e trasposizione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo e del relativo Protocollo addizionale nonché potenziamento del dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata · 69 pagine
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la prassi di MROS, la non applicazione di questo principio influisce fortemente sullo scambio internazionale dal momento che circa il 60 per cento delle richieste straniere vengono rifiutate dall’Ufficio di comunicazione.
4.5.1.3 Breve analisi di diritto comparato
La quarta Direttiva del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea del 20 maggio 2015 (2015/849) per la prevenzione del riciclaggio di denaro prevede all’articolo 53 capoverso 2 che una UIF usi, in risposta ad una richiesta estera, l’intera gamma di poteri disponibili che utilizzerebbe per rispondere a una richiesta nazionale. Si ritrova qui il principio del GAFI e del Gruppo Egmont, che richiede di trattare allo stesso modo le domande nazionali ed estere.
Diverse UIF, che analogamente a MROS hanno natura amministrativa, possono rivolgersi ai soggetti obbligati senza il presupposto di una comunicazione di sospetto precedente.
In Francia, l’articolo L. 561–25255 del Code monétaire et financier (Codice monetario e finanziario) attribuisce alla UIF nazionale (Tracfin) la competenza di chiedere ai membri di un gruppo professionale soggetto all’obbligo di comunicazione tutti i documenti e gli atti di cui ha bisogno e di fissare un termine di presentazione. Questa competenza («droit de communication auprès des professionnels»)256 è anche espressamente prevista dalla suddetta disposizione per poter soddisfare le richieste provenienti da UIF estere.
La legislazione italiana definisce le competenze della propria UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, UIF) in modo più generale. Ai sensi dell’articolo 6 capoverso 6 lettera c del decreto legislativo 231/2007, la UIF può acquisire presso i soggetti obbligati tutti i dati e le informazioni necessari allo svolgimento della propria funzione. Questa disposizione non prevede condizioni (come l’esistenza di una comunicazione di sospetto precedente); ne consegue che la UIF può farne uso sia per richieste relative alle proprie analisi, sia per quelle di controparti estere.
In Belgio, la legge dell’11 gennaio 1993 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo stabilisce all’articolo 22 capoverso 2 che la UIF belga (CTIF) è responsabile per la ricezione e l’analisi delle informazioni trasmesse, segnatamente, da organizzazioni straniere che svolgono funzioni analoghe alle sue nel quadro di una reciproca collaborazione. In questo contesto, ai sensi dell’articolo 33 capoverso 1 di tale legge, CTIF può richiedere ulteriori informazioni agli intermediari finanziari, se lo ritiene utile per l’espletamento delle sue funzioni, tra cui rientra, secondol’articolo 22 capoverso 2 della summenzionata legge, la cooperazione internazionale. Le informazioni fornite da una UIF estera sono trattate d’ufficio come una comunicazione di sospetto, conferendo quindi a CTIF tutti i poteri necessari per svolgere la sua analisi.
Anche il Liechtenstein attribuisce alla sua UIF (Stabstelle FIU) una competenza generale. Come da articolo 5a capoverso 1 lettera b della legge del 14 marzo 2002 sulla unità di informazione finanziaria (Stabstelle FIU), la UIF può raccogliere
255 Modificato dall’art. 5 dell’ordinanza n. 2016-1635 del 1° dic. 2016 per il rafforzamento del sistema francese per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
256 Consultabile alla pagina: http://www.economie.gouv.fr/tracfin/pouvoirs-tracfin