Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/63: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie (autorizzazione dei fornitori di prestazioni) · 50 pagine

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delle federazioni creerebbe un enorme carico amministrativo. LU chiede quindi che i Cantoni possano vincolare l’autorizzazione alla prova del bisogno, senza ulteriori obblighi.

Per NE è importante che i Cantoni abbiano un accesso facilitato ai dati degli assicuratorimalattie e dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

NW osserva che la fissazione del numero massimo di fornitori è una questione sensibile nei piccoli Cantoni, dove anche una lieve oscillazione a livello di personale può influenzare positivamente o negativamente l’autorizzazione. Questo implica che i Cantoni devono poter procedere a ammissioni parziali (ad es. 60%), eventualità che però non è chiaramente definita nell’avamprogetto.

SO chiede che la competenza dei Cantoni di disciplinare le autorizzazioni resti facoltativa.

SZ ritiene che la limitazione delle autorizzazioni, che riguarda soltanto i medici, è contraria alle misure a favore dei settori in cui si registra una sottodotazione (come la medicina di base, la pediatria e la psichiatria), qualora venga applicata in modo indifferenziato a tutti i fornitori di prestazioni. Constata peraltro che l’attuazione dell’articolo 55a secondo l’avamprogetto produrrebbe un aumento del carico amministrativo per i Cantoni.

TG e ZH sono del parere che l’uso del termine autorizzazione nel capoverso 1 e di autorizzati nel titolo possa creare confusione con l’autorizzazione all’esercizio della professione ai sensi della LPMed.

TI ritiene che il nuovo articolo 55a riprenda una delle richieste fondamentali avanzate dai Cantoni, ossia di poter limitare il numero dei medici. Teme però che l’attuazione sia troppo complessa fintanto che non vi saranno dati statistici affidabili sul settore ambulatoriale.

VD e VS accolgono con favore l’inserimento nella LAMal della possibilità per i Cantoni di stabilire il numero massimo di medici. VS è tuttavia convinto che ciò debba valere per tutti i fornitori di prestazioni di cui all’articolo 35 capoverso 2 lettere a–g, m e n LAMal.

Pur essendo favorevole alla possibilità per i Cantoni di gestire autonomamente in modo strategico l’offerta di prestazioni mediche, ZH ritiene che lo strumento non debba essere né troppo complicato da attuare né troppo esigente sul piano tecnico.

Partiti politici rappresentati all’Assemblea federale

CSPO sottolinea che le regioni di montagna e le aree rurali non hanno interesse ad introdurre un contingentamento nazionale e caldeggiano quindi il terzo livello di intervento, che prevede di sostituire la limitazione delle autorizzazioni a livello nazionale con un sistema cantonale di gestione strategica. I Cantoni devono poter elaborare una strategia per la fornitura di servizi di base, che dev’essere intersettoriale e inglobare tutti gli ambiti del servizio sanitario.

GPS è fondamentalmente favorevole alla gestione strategica delle autorizzazioni e ritiene opportuno che la competenza di limitare il numero di fornitori sia conferita ai Cantoni tenendo conto dei criteri stabiliti dal Consiglio federale.

PSS è favorevole al principio di conferire ai Cantoni la competenza di regolare l’offerta di prestazioni mediche secondo il bisogno come pure l’estensione della limitazione a tutti i medici, compresi quelli che esercitano nel settore ospedaliero ambulatoriale.

Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna

Secondo SAB le regioni di montagna e le aree rurali non hanno interesse a un contingentamento nazionale e sostengono quindi il terzo livello di intervento, che prevede di sostituire la limitazione delle autorizzazioni a livello nazionale con un sistema cantonale di gestione strategica.

Associazioni mantello nazionali dell’economia

CP ritiene che conferendo ai Cantoni competenze supplementari si rischiano restrizioni arbitrarie che possono portare a un razionamento dell’offerta e a un calo inaccettabile della qualità delle cure. Pone inoltre la questione del diritto all’esercizio della professione dal punto di vista della protezione della personalità. Teme infatti che si possano scoraggiare i giovani studenti e