Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/63: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie (autorizzazione dei fornitori di prestazioni) · 50 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 32Fedlex · Rapporto sui risultati

SBV dubita in generale che i costi sanitari in Svizzera dipendano soprattutto dai fornitori di prestazioni autorizzati.

Secondo SW!SS REHA non serve limitare le autorizzazioni a esercitare a carico dell’AOMS dato che i Cantoni non contribuiscono al finanziamento dell’offerta di cure ambulatoriali.

PharmaSuisse ritiene in generale che il blocco delle autorizzazioni basato su un numero massimo di una categoria di fornitori di prestazioni o sull’aumento dei costi per un determinato tipo di prestazione non sia una soluzione a problemi quali la qualità delle prestazioni fornite.

VAKA respinge in generale l’articolo 55a in quanto considera che comporti un carico amministrativo considerevole per i fornitori di prestazioni. Il carico amministrativo supplementare per i fornitori e l’amministrazione compenserebbe di gran lunga i risparmi ottenuti.

Secondo ChiroSuisse, in caso di limitazione delle autorizzazioni, i principi metodologici fondamentali e i criteri per un gruppo di medici e/o per altri fornitori di prestazioni dovrebbero essere noti previamente. Il coordinamento tra i Cantoni dovrebbe essere illustrato e descritto prima di modificare le leggi. Occorrerebbe inoltre considerare il progetto di modifica della normativa per l’ammissione di manodopera estera sul mercato del lavoro (attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa). Infine, i medici e gli altri fornitori di prestazioni dovrebbero disporre di uno strumento per influenzare la gestione strategica delle autorizzazioni o quanto meno dovrebbero poter formulare delle critiche.

Pur non essendo direttamente toccati dalla gestione strategica delle autorizzazioni, OPS e i suoi soci sostengono l’avamprogetto, considerando che i Cantoni devono poter disporre di strumenti propri per regolare l’offerta di prestazioni mediche di base. Anche RVBB concorda in linea di massima con la gestione strategica delle autorizzazioni.

SOS Médecins considera che, in assenza di studi che dimostrino l’esistenza di un nesso diretto tra densità di medici e aumento dei costi, l’articolo 55a proposto rappresenta una violazione della libertà economica, contraria ai principi della proporzionalità e della sussidiarietà sancite dalla Costituzione federale. Ritiene inoltre che occorra prevedere un mezzo di ricorso straordinario dinanzi a un’autorità federale dotata di piena cognizione. Questo sarebbe l’unico modo per garantire un’applicazione cantonale secondo il diritto federale e un’applicazione uniforme su tutto il territorio conformemente al principio di solidarietà.

Fornitori di prestazioni – Società mediche (cantonali o regionali)

SMCJU concorda con la proposta di permettere ai Cantoni di determinare autonomamente il numero di medici autorizzati ad esercitare a carico dell’AOMS, a condizione che il tasso di occupazione sia definito e integri anche il settore ambulatoriale degli ospedali.

Secondo KKA e AeG BL l’articolo 55a, nella forma proposta, non stabilisce un obbligo per i Cantoni di definire un numero massimo di fornitori. Per i Cantoni che finora non hanno fatto ricorso a questa possibilità, come Zurigo, sarà molto difficile mantenere questa posizione. Si verrebbe a creare un trasferimento programmato dallo Stato dell’offerta ambulatoriale dagli studi medici privati agli ambulatori degli ospedali.

AGZ si chiede perché il Consiglio federale abbia scelto la densità di medici come parametro di partenza o di arrivo per la pianificazione del bisogno e per la gestione strategica dell’offerta. Inoltre il rapporto esplicativo non analizza quali degli strumenti individuati nel confronto internazionale rappresentino meccanismi efficaci per la gestione della densità dei medici e quali invece siano quelli meno efficaci.

Assicuratori

Santésuisse e Groupe mutuel ritengono contradditorio che siano i Cantoni a dover fissare singolarmente il numero massimo dei fornitori, mentre i flussi di pazienti sono intercantonali. Considerano che, in assenza di sanzioni, i Cantoni non saranno motivati a coordinarsi per formare ad esempio regioni di approvvigionamento ottimali e chiedono che la Confederazione definisca un tetto massimo per ciascun campo di specializzazione tenendo conto dei flussi effettivi di pazienti. Santésuisse auspica l’introduzione simultanea di un finanziamento uniforme delle