Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/7: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sulle banche (FinTech) · 16 pagine

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particolare, il presupposto per un «crowdfunding» più efficiente, a livello di ordinanza è ora fissato un termine di 60 giorni per questi conti (art. 5 cpv. 3 lett. c OBCR). Per i commercianti di valori mobiliari deve continuare a essere determinante che l’attività principale pianificata sia già organizzata o che ne sia prevista l’imminente attuazione.

Estensione dell’ambito esente da autorizzazione («sandbox»)

Conformemente al diritto vigente, senza autorizzazione è possibile accettare al massimo da 20 persone importi illimitati di fondi. Di regola i modelli aziendali nel settore della tecnofinanza sono però destinati a più di 20 persone. I modelli aziendali di numerose imprese tecnofinanziarie rientrano pertanto già da subito nel campo di applicazione delle disposizioni di diritto bancario. Per coloro che intendono accedere al mercato è di conseguenza impossibile verificare in un quadro limitato l’efficacia concettuale ed economica dei propri modelli aziendali prima di decidere in merito all’autorizzazione (peraltro onerosa). L’attuale regolamentazione impedisce dunque l’innovazione. Per questo motivo s’impone un’estensione dell’ambito esente da autorizzazioni, inteso come spazio per l’innovazione. D’ora in poi chi accetta sul lungo periodo più di 20 depositi del pubblico oppure si presta ad accettarli dovrebbe essere esentato dall’autorizzazione, a condizione che l’importo complessivo dei depositi in questione non superi un milione di franchi svizzeri. Con la regolamentazione viene introdotto il divieto per le imprese attive nel settore finanziario di effettuare operazioni attive nello spazio per l’innovazione. Inoltre i depositanti devono essere informati sul fatto che, in caso di fallimento, i loro depositi non sono garantiti e che non sussiste alcuna vigilanza da parte della FINMA.

Autorizzazione per le imprese tecnofinanziarie

A seguito del mancato reinvestimento dei fondi accettati, numerosi modelli aziendali di imprese tecnofinanziarie non presentano la trasformazione delle scadenze tipica delle banche e i relativi rischi (in particolare rischi legati alla liquidità e agli interessi). Essi si muovono al di fuori delle attività principali tipiche dell’attività bancaria. Gli elevati requisiti posti dalla LBCR sembrano pertanto sproporzionati per questi modelli aziendali, per lo meno se l’importo dei fondi accettati è limitato. Per i modelli aziendali che si limitano all’attività passiva e che non gestiscono depositi oltre i 100 milioni di franchi, in ambito di presentazione dei conti, verifica e garanzia dei depositi occorre pertanto prevedere, a livello di legge, condizioni di autorizzazione meno severe rispetto a quelle applicabili alle banche. Nel quadro delle disposizioni di esecuzione sarà necessario, in una seconda fase, sancire esigenze meno severe in particolare negli ambiti riguardanti organizzazione, capitale minimo, fondi propri e liquidità.

2 Necessità dell’intervento statale

Nel settore finanziario si ravvisa una forte asimmetria dell’informazione riguardante l’offerta (in particolare investitori e risparmiatori) e la domanda di capitali. Per colmare questa lacuna sistematica è necessario che i partecipanti al mercato raccolgano ed elaborino le informazioni in modo efficiente, compito svolto dagli intermediari finanziari. Selezionando e verificando le possibilità d’investimento, l’intermediario si occupa dell’allocazione del capitale. Provvede inoltre a un’efficace trasformazione delle scadenze, della dimensione dei lotti e dei rischi. L’iniziale asimmetria dell’informazione viene dunque ridotta dagli intermediari finanziari, in particolare dalle banche. Per il partecipante al mercato è ragionevole ricorrere a un intermediario finanziario, poiché questo può trarre vantaggio dalle economie di scala e dalla specializzazione e quindi ridurre i costi della raccolta di informazioni nonché di altri costi legati alle transazioni. Essendo dunque una soluzione basata sull’economica di mercato al problema dell’informazione, l’intermediazione finanziaria contribuisce ad aumentare il benessere.