Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/7: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sulle banche (FinTech) · 16 pagine

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valore soglia di un milione di franchi svizzeri è applicabile a tutti i depositi collocati in un dato momento su un conto della piattaforma. Altrimenti detto, i depositi raccolti per un determinato progetto non sono più considerati depositi della piattaforma di crowdfunding a partire dal momento in cui vengono trasferiti per il progetto in questione. Ciò consente di gestire, a seconda della durata media di raccolta, un volume annuo di gran lunga superiore a un milione di franchi svizzeri nell’ambito esente da autorizzazione.

3. Infine la piattaforma di crowdfunding può optare anche per la nuova licenza, a patto che i depositi accettati non superino 100 milioni di franchi svizzeri. Qui, contrariamente alle due possibilità suesposte, la piattaforma sottostà alla vigilanza della FINMA. In compenso, una piattaforma autorizzata dispone di maggiore flessibilità nell’impostazione del proprio modello aziendale (sono ammessi depositi più elevati e non si applica alcuna restrizione dei termini di esecuzione).

Riflessioni su costi e benefici

I tre elementi descritti in precedenza presentano costi e benefici differenti.

Se un modello aziendale prevede la gestione con il termine massimo per i conti di esecuzione, la regolamentazione proposta garantisce una certezza del diritto maggiore, poiché la durata del termine concesso è disciplinata a livello di ordinanza ed è quindi applicabile a tutte le imprese. Il termine più lungo per lo svolgimento consente inoltre, proprio nel crowdfunding e contrariamente alla soluzione attuale, di raccogliere denaro per un determinato progetto in un periodo di tempo più lungo. Questo aumenta la probabilità di ottenere finanziamenti mediante crowdfunding nonché di ridurre i costi dovuti a progetti non realizzati. Inoltre non sorgono costi aggiuntivi, poiché le imprese interessate non sono sottoposte alla vigilanza della FINMA né devono soddisfare esigenze specifiche in base alla nuova regolamentazione.

L’estensione dell’ambito esente da autorizzazione offre l’opportunità, in particolare alle nuove imprese, di sperimentare nuove idee commerciali in un ambito ristretto senza dover rispettare severe esigenze dettate dalla regolamentazione. Infatti, gli accertamenti preliminari richiesti dalle disposizioni regolatorie e la loro osservanza rappresentano, proprio per le piccole imprese neocostituite nel settore finanziario, un’importante voce di costo. Il sandbox permette di ridurre considerevolmente gli ostacoli all’accesso al mercato per tali imprese e di aumentare la certezza del diritto. Nell’ambito esente da autorizzazione vigono soltanto due condizioni. In primo luogo, prima di accettare un deposito un’impresa deve comunicare ai clienti che l’operazione non sottostà alla vigilanza della FINMA e che non sussiste alcuna protezione mediante la garanzia dei depositi. I costi derivanti dalla trasmissione delle informazioni sono relativamente esigui, a maggior ragione quando la relazione con i clienti è gestita tramite la rete e possono essere utilizzati i documenti standard contenenti le informazioni necessarie. In secondo luogo, le imprese principalmente attive nel settore finanziario non possono gestire attività correlate alla trasformazione delle scadenze.

La nuova categoria di autorizzazione è accessibile alle imprese tecnofinanziarie i cui modelli aziendali non prevedono una tipica attività bancaria ma ne contengono alcuni elementi, in particolare l’accettazione limitata di fondi dei clienti. Visto che non si tratta di un’autorizzazione basata su modelli aziendali specifici, in questo caso l’impresa autorizzata dispone di una flessibilità relativamente ampia riguardo all’impostazione del proprio modello aziendale. Rispetto alla procedura di autorizzazione a esercitare come banca, il numero ridotto di esigenze regolatorie e i conseguenti minori ostacoli all’accesso al mercato consentono nuove strategie operative e un potenziale di crescita per le imprese. In particolare, ora il capitale minimo dovrebbe essere nettamente inferiore a quello fissato per le banche (presumibilmente 300 000 fr. anziché 10 mio.). Inoltre la vigilanza esercitata dalla FINMA può essere considerata un «marchio di qualità» che le imprese tecnofinanziarie autorizzate possono sfruttare per acquisire nuovi clienti.